10 Febbraio: grande giornata antifascista a Macerata e in tutta Italia!

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Migliaia e migliaia di antifascisti sono scesi ieri in piazza per contrapporre la forza popolare e proletaria ai rigurgiti fascisti che si vanno moltiplicando negli ultimi mesi in tutto il paese e che hanno di recente raggiunto l’apice proprio in quella città con la sparatoria ai danni di 6 immigrati ad opera del fascista Traini. Una partecipazione e una determinazione popolari che hanno sicuramente dato una risposta immediata ai fascisti, ma che hanno anche rotto i giochi di chi voleva impedire che l’antifascismo si mostrasse a livello di massa. E’ stata rotta cioè la catena di comando del PD che a partire da Minniti ha coinvolto i vertici della CGIL, dell’ANPI, dell’ARCI nel tentativo di boicottare e annullare la manifestazione di Macerata. Un’operazione mandata gambe all’aria dal movimento maceratese che ha da subito confermato l’iniziativa e al quale vanno i ringraziamenti di tutto il movimento antifascista italiano, dall’adesione massiccia di migliaia di antifascisti da tutto il paese e dalla stessa base delle suddette organizzazioni che si sono ribellate giustamente ai diktat dei vertici e sono scese in piazza.

Non solo a Macerata, ma in ogni città si sono contate iniziative di lotta contro il rigurgito fascista. Da Milano, dove sono scese in piazza altre decine di migliaia di persone, ad altre 150 situazioni, fino a Piacenza, dove gli antifascisti hanno messo in fuga la polizia che proteggeva l’inaugurazione di una sede di Casapound e a Torino con gli scontri contro il presidio di Forza Nuova sulle falsità storiche circa la questione foibe. Il che è un gran bel segnale perché se la borghesia non si è mai dimenticata che tra le sue armi di oppressione per intimidire e dividere i proletari c’è sempre l’opzione fascista, il popolo ha ampiamente dimostrato che la memoria storica non è andata perduta e che l’antifascismo è profondamente connaturato a centinaia di migliaia di proletari, lavoratori, situazioni di lotta che sognano un mondo diverso da quello disegnato dai padroni e dai loro servi fascisti.
Un monito alla borghesia imperialista del nostro paese che qualora optasse con decisione per questa ipotesi dovrà scontrarsi con il muro antifascista di larga parte del popolo italiano che non ha né dimenticato né abbandonato gli insegnamenti del movimento partigiano, che il fascismo l’ha sconfitto nel ‘45, e del movimento degli anni ‘70, che i fascisti li ha ricacciati per la seconda volta nelle fogne.

Tutta la vicenda di Macerata ha ulteriormente ribadito l’andamento degli ultimi mesi: crescita della reazione e delle organizzazioni fasciste e consenso più o meno tacito degli ambienti padronali e delle loro rappresentazioni politiche che le considerano armi a loro disposizione in un momento di crisi economica che presupporrà anche nel prossimo immediato periodo ulteriori riforme antipopolari a garanzia dei loro profitti.

Lo sappiamo benissimo: il padronato ha sempre usato i fascisti per dividere ed intimidire le classi subordinate. Come sappiamo altrettanto bene che è l’unità dei lavoratori, dei giovani, dei proletari uniti nell’antifascismo militante a far saltare i loro piani.
In questo Macerata ci ha fornito i primi passi da cui partire per ricacciare nuovamente i fascisti nelle fogne da cui provengono.

ANTIFASCISMO E’ ANTICAPITALISMO!

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