13 Maggio incidente alle Acciaierie Venete

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Apprendiamo con rabbia dell’ennesimo incidente sul lavoro. Oggi tocca a Padova alle Acciaierie Venete, realtà del nostro territorio che conosciamo bene. A quanto pare un perno del bilancino che reggeva la siviera si è rotto, portando al rovesciamento della siviera e alla fuoriuscita dell’acciaio fuso dalla stessa. 90 tonnellate di materiale si sono riversate nell’area dove erano presenti diversi operai, alcuni dei quali hanno riportato ustioni pesanti.
Non è il primo incidente in Acciaieria, l’ultimo mortale risale al 2013, ma di meno gravi se ne registrano in continuazione. Una realtà aziendale importante e in crescita dove lavorano un migliaio di operai diretti oltre a diverse aziende in subappalto, come l’Hayama che si occupa della manutenzione e pulizia del forno e altre mansioni nello stabilimento, con stipendi e spese in formazione e sicurezza molto inferiori rispetto ai lavoratori diretti.
Come è consuetudine nell’azienda partiranno le lettere di richiamo contro gli operai, un fatto questo che avviene ad ogni infortunio. La direzione cerca di scaricare tutte le responsabilità sui lavoratori, costringendo questi o ad assumersi tacitamente la responsabilità dell’evento (pensiamo cosa significhi in termini di ricatto quando l’infortunio riguarda un apprendista o un interinale) oppure dover dimostrare la propria non colpevolezza con tutto l’iter che ne consegue. Un clima quello in Acciaieria fortemente ricattatorio nei confronti di chi apre la bocca e cerca di tenere la schiena dritta portato avanti con un sistema ben collaudato fatto di minacce più o meno velate, di tentativi di divisione degli operai per gruppi di provenienza, crumiraggio, ecc. Un clima che ha permesso all’azienda di scalare la classifica dei produttori di acciaio in Italia, tra acquisizioni di nuovi stabilimenti e acquisti di nuovi macchinari (la nuova colata continua e il nuovo laminatoio) portandola ad essere un importante gruppo nel settore siderurgico. Lo stesso clima che porta a non denunciare i mancati infortuni o a denunciare i rischi di mansioni e operazioni basate sull’adagio tanto caro ai padroni “se non succede niente è tutto giusto, quando succede qualcosa è colpa tua nessuno ti ha detto di farlo” oppure “fintanto che nulla succede bisogna correre per fare produzione, quando succede qualcosa è colpa tua nessuno vi aveva detto di correre”. E’ in questo clima infame che maturano gli infortuni sul lavoro come quello di sta mattina. La colpa è sempre dei padroni e della loro fame di profitto.
Solidarietà ai lavoratori di Acciaierie Venete.

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