18 Febbraio, solidarietà ai compagni di Napoli

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Domenica 18 febbraio si è consumata a Napoli l’ennesima giornata repressiva alle porte di queste elezioni. Mentre dentro una sala dell’hotel Ramada, Di Stefano, segretario nazionale di CasaPound, vomitava retorica fascista e sottolineava l’eredità del ventennio che è propria del suo movimento, fuori nelle strade della città si radunavano gli antifascisti. Come a Pavia, Macerata, Piacenza, Bologna, Padova, Cosenza, Lucca e Venezia, e molte altre piazze d’Italia, anche nel capoluogo campano la presenza antifascista era forte e determinata ad impedire la presenza nera. E come in tutte le realtà sopra citate anche la macchina repressiva statale non ha mancato di dimostrare la volontà di difendere il fascismo, ancora una volta. Ieri tuttavia la reazione ha fatto un passo ancora in avanti, oltre a manganellare violentemente il corteo antifascista ha deciso di fermare una trentina di compagni per portarli in questura con modalità che, come dimostrano le foto e i video che girano sul web, ricordano appunto il ventennio o dittature fasciste d’altri tempi e d’altri paesi. Cariche ripetute sono continuate poi nel momento in cui gli antifascisti hanno cercato di arrivare sotto la questura per portare solidarietà ai fermati e aspettarne il rilascio.

In una delle peggiori campagne elettorali di tutti i tempi, in cui vediamo fronteggiarsi da una parte gli stessi padroni che da vent’anni e più affamano il paese e dall’altra pochi neofascisti dalla miserabile influenza reale ma che in tv sembrano onnipresenti, le masse popolari, scendendo in strada, stanno dando dimostrazione di grande determinazione e sensibilità politica. Risultano errate dunque tutte quelle convinzioni istituzionali che dipingono l’italiano medio come totalmente indifferente ed estraneo alla politica. Ciò che vediamo è invece l’insoddisfazione diffusa nei confronti delle istituzioni, che siano di destra o di sinistra, che siano più reazionarie o fintamente antifasciste, e la consapevolezza nella necessità di ricacciare nelle fogne ideologie criminali che qualcuno dichiara opportunisticamente morte ma oggi più vive che mai.

Proveranno a dirci di aver fiducia in loro, di votare l’uno o l’altro per uscire dalla crisi, proveranno a dire che siamo noi i criminali, gli antidemocratici, proveranno a reprimerci, picchiarci e incarcerarci ma non riusciranno a fermare la voglia di riscatto delle masse popolari, non riusciranno ad indorarci la pillola o a metterci gli uni contro gli altri. La verità la conosciamo e non potranno strapparcela.

Contro il fascismo, contro la repressione, solidarietà a tutti i compagni napoletani e a chi in tutta la penisola ha scelto di lottare! Viva la Rivoluzione!

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