21 marzo 2020: dall’Italia alla Palestina

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Dal Comitato Bds Trieste

Oggi, 21 marzo 2020, avremmo dovuto essere in Piazza Unità a Trieste, a manifestare contro il razzismo, assieme ad altri gruppi, associazioni e singoli. Il 21 marzo si commemora a livello mondiale il massacro di Sharpeville del 1960, commesso dalla polizia del regime segregazionista sudafricano contro attivisti anti-apartheied.

Nell’ambito di tale mobilitazione unitaria, come Bds Trieste avremmo dovuto portare la nostra contrarietà agli accordi realizzati dal comune di Trieste e dalla regione Friuli Venezia Giulia con autorità israeliane in vista di Esof2020. Nello specifico si tratta del vergognoso e ridicolo partneriato con l’enclave coloniale israeliana di Modi’in-Maccabim-Re’ut, ultramilitarizzata e con un controllo tecnologico capillare, da prendere a modello, secondo i nostri amministratori, come “città dell’apprendimento” per Trieste e la regione.

Purtroppo non possiamo essere in piazza, perchè oggi, paradossalmente, viviamo una condizione vicina a quella che vivono ogni giorno i/le palestinesi, essendo limitati nella libertà di movimento, sottoposti a controlli e costretti nelle proprie abitazioni. Certo, le motivazioni di quanto sta accadendo in Italia sono differenti da quelle che comportano la segregazione permanente del popolo palestinese. Ma in ogni caso non ci troviamo difronte ad un male che casca dal cielo.

I palestinesi vivono dal 1948 ad oggi le conseguenze del colonialismo sionista, che pratica da allora la pulizia etnica, il razzismo, la guerra di aggressione, rinchiude con un blocco militare una delle zone più densamente popolate al mondo, come Gaza, riducendola a prigione a cielo aperto, con un disastro umanitario in corso dal 2007. Sulla loro pelle vengono sperimentate tecnologie di guerra e sistemi repressivi poi esportati da Israele in tutto il mondo.

Oggi noi, in Italia, viviamo in una situazione che possiamo definire di “crisi sanitaria”, determinata da politiche di distruzione della sanità pubblica, volute da un ceto politico criminale, asservito ad interessi privatistici. Lo stesso ceto politico che ha avallato invece un aumento costante della spesa militare, all’interno della quale un ruolo prioritario è rivestito dalle collaborazioni con Israele. Non vorremmo che la “quarantena di massa” a cui siamo sottoposti, comportante una stretta inedita sui diritti, non sia un modo per nascondere questi disastri e/o per sperimentare, anche qui, strette repressive ed autoritarie. Di sicuro, si sta alimentando un clima di paura, razzismo e individualismo su cui potranno facilmente innestarsi.

Vogliamo affermare la nostra solidarietà a tutti/e coloro che hanno perso i propri cari per l’epidemia in corso, ai degenti e ai lavoratori e alle lavoratrici della sanità e a tutti/e che stanno affrontando questa pesantissima prova. Ma anche agli operai costretti a lavorare per le pressioni di Confindustria sul governo, ai detenuti ammassati in condizioni disumane nelle carceri, ai senza casa…a tutti i soggetti deboli che rischiano pagare il prezzo più alto nell’attuale situazione.

I palestinesi sono stati tra i primi a tributare affetto e solidarietà al popolo italiano in questi giorni tristi e noi vogliamo qui ricambiarla. Il nostro pensiero va in particolare alla popolazione dei territori del ’67, ai gazawi, agli abitanti dei campi profughi, ai prigionieri nelle carceri ove la diffusione del Covid 19 andrebbe ad aggiungersi alla sistematica negazione della sanità come prodotto del regime occupante e dei suoi crimini.

Anche oggi, in questa situazione difficile, il popolo palestinese, con la sua forza e dignità straordinarie, ci insegna a resistere: è più di settant’anni che tiene testa al virus del sionismo e siamo sicuri che lo farà finchè non lo avrà sconfitto. E di resistenza abbiamo bisogno anche qui, per difendere la sanità pubblica, contro le spese militari, contro il razzismo e ulteriori derive autoritarie.

Dalla parte del popolo palestinese, dalla nostra parte!

Comitato Bds Trieste

bds.trieste@gmail.com facebook.com/bds.trieste

21.3.2020           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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