30 marzo 2018 – 30 marzo 2019: un anno di lotta nella Striscia di Gaza

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Riceviamo e pubblichiamo, dal Comitato Nord-Est fermiamo l’occupazione israeliana, il volantino prodotto in occasione dell’anniversario dell’inizio della Grande Marcia del Ritorno.

30 marzo 2018 – 30 marzo 2019 : un anno di lotta nella Striscia di Gaza

Il 30 marzo del 2018, nella ricorrenza della Giornata della Terra, i gazawi si sono riversati al confine della Striscia di Gaza, rivendicando il diritto al ritorno nella propria terra, usurpata dall’occupante sionista da settant’anni, e pretendendo la fine dell’assedio.

Settant’anni che ricorrevano proprio l’anno scorso, il 15 maggio, e che Trump ha voluto festeggiare spostando l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. Solo pochi mesi prima, infatti, il presidente statunitense aveva dimostrato la sua fedeltà allo storico alleato sionista dichiarando Gerusalemme capitale dello Stato d’Israele, volendo negare ai palestinesi una delle loro rivendicazioni più importanti e mettendo contemporaneamente una pietra tombale sulle illusioni alimentate dai suoi predecessori sulla soluzione “due popoli due Stati” e, in generale, sugli Accordi di Oslo. Questo ha significato da un lato dare carta bianca ad israele rispetto ai suoi piani egemonici nell’area, sostegno confermato recentemente dalla dichiarazione di Trump di voler “riconoscere pienamente la sovranità di Israele sulle Alture del Golan”, dall’altro lato rinforzare un’alleanza fondamentale nella contrapposizione all’Iran, nemico principale dei progetti statunitensi in Medioriente.

Il popolo palestinese, però, sa che solo la lotta è la via per la liberazione: da un anno, infatti, ogni venerdì migliaia di donne, uomini e bambini scendono al confine creato dagli occupanti tra Gaza e i territori del ’48, in quella che viene chiamata la Grande Marcia del Ritorno, dimostrando di non voler subire in silenzio questa ennesima provocazione. La repressione è stata ed è tutt’ora durissima, lancio di lacrimogeni, cecchini, arresti, all’inizio di marzo si contavano 256 morti e 29.382 feriti, di cui 15.528 ospedalizzati.

Non paghi delle stragi sui manifestanti, i sionisti hanno intensificato gli attacchi aerei contro la Striscia di Gaza, che hanno raggiunto l’apice lo scorso novembre. L’aggressione sionista si è fermata grazie alla risposta decisa delle forze della Resistenza e all’unità dimostrata in questa occasione dai combattenti palestinesi, che hanno condotto la battaglia con le forze d’occupazione tramite un comitato militare operativo congiunto di tutte le fazioni della Resistenza. I sionisti sono stati così costretti a dichiarare la tregua. Il 24 marzo però sono iniziati nuovamente I bombardamenti, seguiti dalla presenza di carri armati a circondare la Striscia per fermare la Resistenza.

La parte più avanzata del popolo palestinese, in particolare della Striscia di Gaza, attraverso la Grande Marcia ha anche dimostrato di non voler riconoscere la dirigenza dell’Anp, che collabora in maniera sempre più stretta con l’occupante sionista. Continua, infatti, a portare avanti la “collaborazione sulla sicurezza”, partecipando così attivamente all’arresto dei suoi stessi cittadini da parte degli occupanti, reprime sistematicamente ogni manifestazione in appoggio a Gaza in Cisgiordania e collabora attivamente al blocco alla Striscia imposto da Israele ed Egitto. Nel frattempo, proprio in Cisgiordania prosegue ininterrotto il processo strutturale del colonialismo di insediamento di Israele: è stata promessa infatti la costruzione di 840 nuove unità abitative nell’insediamento coloniale di Ariel, una nuova espansione delle colonie che rappresenta già oggi la più grande della Cisgiordania.

La Grande Marcia del Ritorno è stata e continua ad essere un momento molto alto della lotta per la liberazione della Palestina, la quale rappresenta un faro per tutti i popoli che lottano contro l’imperialismo. Sappiamo bene ormai come i vari governi italiani che si susseguono hanno sempre una cosa in comune: il sostegno incondizionato ad Israele, definita l’”unica democrazia del Medioriente”. Lo stesso ministro degli interni Salvini tra i primi atti ufficiali di inizio mandato si è recato in ossequioso pellegrinaggio a Tel Aviv per ribadire il sostegno politico del governo italiano a Israele, definito partner importante per l’Italia sotto il profilo economico, politico, militare, accademico. Per questo risulta fondamentale lottare uniti contro il nemico comune, smascherando e denunciando gli accordi attuali e futuri tra Italia e Israele e lottando ogni giorno contro il governo di casa nostra, complice dell’occupazione.

 AL FIANCO DEI POPOLI CHE RESISTONO AI PIANI IMPERIALISTI

PALESTINA LIBERA!

 Comitato Nord-Est – Fermiamo l’occupazione israeliana

freniamoisraele.nordest@gmail.com

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