Difendiamo il patrimonio pubblico dalle speculazioni dell’Ater

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Riceviamo e condividiamo dall’Associazione Culturale Nicola Pasian – InfoSpazio ChinaTown a Padova:

Quando la faziosità supera ogni immaginazione, abbiamo una certezza: difendere il patrimonio pubblico dalle speculazioni dell’Ater!

Ieri, 22 gennaio 2019, Il Gazzettino di Padova e Il mattino hanno propinato due veline della Questura in cui narrano che venti “estremisti di sinistra” del “Gramigna” avrebbero accerchiato e minacciato tre membri dell’associazione Sordi Veneto, perchè subentrati nello stabile di via Varese 10, in piazzetta caduti della Resistenza, a seguito dello sgombero dell’InfoSpazio ChinaTown ordinato dall’Ater, nel silenzio del Comune.

Data la faziosità degli articoli, condividiamo delle riflessioni. Nel contesto di una vera e propria calunnia in atto, leggiamo come gli esponenti dell’Associazione Sordi Veneto ringrazino l’Ater “per l’opportunità a loro concessa”, ovvero quella di dotarsi di una seconda sede – quella di via Varese 10 – nonostante la loro associazione (vicina alla Lega di Salvini) abbia anche un altro stabile, pur essendo nata da appena due anni. Conosciamo invece numerose associazioni, ben più ampie e ben più radicate nel territorio, che non vedono nemmeno l’ombra di una sede o di un finanziamento, essendo distanti dalle logiche di spartizione partitica ben incarnate dalla gestione mafiosa e clientelare dell’Ater. Quest’ultima ha infatti sgomberato l’InfoSpazio ChinaTown in quanto spina nel fianco ai progetti speculativi che coinvolgono il nostro rione e in quanto luogo in cui numerose famiglie si riunivano per organizzare la resistenza agli sfratti: una resistenza giusta e necessaria di fronte all’arroganza dell’Ater che continua a sfrattare famiglie e anziani e a mettere in vendita le case popolari, sigillandone le porte, anzichè assegnarle alle numerosissime persone che hanno DIRITTO all’alloggio.

Il Presidente dell’Ater Zaramella – esponente leghista – ha infatti affermato di aver impiegato diverso tempo prima di trovare un’associazione disposta a subentrare al nostro posto, nonostante gli affitti saldati dal 1998. E infatti l’ha trovata proprio vicino al suo stesso partito, concedendola in comodato d’uso gratuito… alla faccia dei canoni d’affitto pagati da tutti gli altri comuni mortali! Questi articoli però azzeccano un aspetto: quello numerico. Se blaterano delle presunte minacce a danno di tre esponenti dell’associazione leghista, noi riscontriamo come la sede venga aperta due volte alla settimana proprio da tre persone, mentre altri appartamenti e spazi commerciali dell’Ater nella stessa piazza rimangono VUOTI. Uno spazio di 70 metri quadrati è così sotto-utilizzato in modo clientelare, mentre al suo interno per anni si sono svolti doposcuola, corsi di italiano, sportelli antisfratto, presentazioni di libri, grigliate, feste di compleanno dei bimbi del rione e numerose iniziative partecipate da decine di famiglie del quartiere e da centinaia di persone. Tra l’altro, i tre soggetti in questione hanno così tanto rispetto del quartiere da parcheggiare il loro furgone e il loro Suv proprio sul marciapiede, impedendo di fatto il passaggio a qualsiasi persona non in grado di fare lo slalom. L’unica occasione in cui la suddetta associazione ha fatto un ritrovo oltre le tre persone ha visto infatti l’invasione di 10 auto parcheggiate in piazzetta caduti della Resistenza, dove sussiste da anni il divieto totale di parcheggio e dove i nostri figli giocano. Questo evidentemente è il loro rispetto mostrato ai residenti!!!

Noi comunque non ci stupiamo dell’uscita di questi articoli scopiazzati dai comunicati della Questura, in cui l’Ater sembra fare la parte del “buono”. La verità è che monta la rabbia da parte degli oltre 4000 inquilini che dall’Ater hanno ricevuto lettere intimidatorie per importi non dovuti, da parte degli inquilini sotto sfratto ai quali viene impedita la mediazione, da parte di chi ha migliaia di euro di bollette da pagare per un impianto – come il teletermo – che disperde calore per colpa di mancati controlli e da parte di tutti coloro che non ricevono le manutenzioni.

Noi lo ripetiamo: l’Ater vuole vendere la metà delle case popolari, il Comune lo sa ma tace e quindi sta a tutti noi il compito di unirci e di non farci scippare il DIRITTO ALLA CASA conquistato solo grazie alle lotte.

Prima: con l’Associazione Nicola Pasian

Dopo. con l’Associazione sordi della Lega

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