Aggiornamenti dal Donbass

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Riceviamo e pubblichiamo:

Non si arresta l’escalation di aggressività dell’esercito ucraino nel Donbass.
Nella pesante offensiva lanciata a nord-ovest, sul fronte che va da Donetsk ad Avdeevka, si sono alternate azioni di terra e operazioni di artiglieria pesante. Domenica 29, alle ore 18.00 si è verificata la fase sicuramente più acuta delle manovre belliche ucraine, provocando la reattiva risposta dei combattenti della Repubblica di Donesk. Cospicuo sembra essere il numero dei caduti dell’esercito ucraino, motivo per cui la giunta golpista si sarebbe lamentata presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, puntando l’indice accusatorio sulla Russia.
Nonostante il fallimento dell’offensiva ucraina, ad Avdeevka la situazione dei civili appare drammatica, un vero e proprio collasso umanitario. A fronte delle rigidissime temperature che segnano -20 gradi, la popolazione è allo stremo, senza luce né riscaldamento né acqua. In una miniera di Donetsk duecento minatori sono rimasti intrappolati e, a mezzogiorno, ne sono stati salvati 92.
L’esercito ucraino ha di fatto dichiarato guerra alla popolazione civile come si evince chiaramente dalle operazioni messe in atto questa mattina alle 7.00: l’artiglieria pesante ha colpito, infatti, l’ospedale N°5 in Makeyevka (Distretto Krasnogvardeisky), provocando la morte di una donna che lavorava lì. Errore umano? Certamente no. Crimini contro l’umanità. Erano solo nove i chilometri che separavano il fronte dall’ospedale.
In questa situazione apocalittica, la popolazione del Donbass resiste, nonostante le sofferenze e l’isolamento di cui è largamente responsabile l’informazione. Intorno il silenzio e il deserto. Evidentemente la Resistenza antifascista. con il suo alto senso di moralità, infastidisce parecchio le pseudo-democrazie occidentali.

Con la Resistenza del Donbass!
No Pasaran!

Coordinamento Ucraina Antifascista

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