Appello degli studenti delle Residenze di Padova

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Riceviamo e condividiamo un appello scritto da vari rappresentanti e studenti che vivono negli studentati Esu a Padova.

APPELLO DEGLI STUDENTI DELLE RESIDENZE DI PADOVA

Condividiamo, per permettere la maggiore diffusione possibile, questo appello scritto da alcuni rappresentanti e studenti delle residenze di Padova. Invitiamo tutti a leggerlo fino alla fine per rendersi conto del clima che si respira negli alloggi ESU e di come questa istituzione, che tanto si impegna ad organizzare iniziative decisamente discutibili (una delle ultime era la presentazione del fumetto “Foiba Rossa”), gestisce invece la vita all’interno dei propri spazi. Servizi scadenti, strutture tutt’altro che ben tenute ed un regolamento opprimente, è questa la politica regionale per il diritto allo studio. Ribadiamo la nostra solidarietà e tutto il nostro appoggio agli studenti che hanno deciso di organizzarsi e portare le loro rivendicazioni ai responsabili di questa situazione!

“Questo appello nasce dal disagio diffuso riscontrato da noi ragazzi che viviamo nelle residenze universitarie. Sono tante le problematiche che ci troviamo a vivere quotidianamente sulla nostra pelle e che necessitano immediata soluzione.
Il fatto stesso che l’ente che dovrebbe garantire il diritto allo studio sia commissariato da anni ha importanti ripercussioni a livello gestionale ed è lo specchio di una visione del diritto allo studio universitario cieca ed inaccettabile. Privati delle possibilità di riunirsi e di fatto esclusi dal processo decisionale, gli eletti nel CdA dell’ente sono trasformati in interlocutori inesistenti e gli studenti che abitano le residenze, spesso per l’intero ciclo di studi – si parla anche di sei/sette anni – sono ridotti ad “ospiti assegnatari” senza diritto di parola. Il modello gestionale e decisionale ad ora in atto, anziché essere partecipato e dialettico, è verticistico e riduce il diritto allo studio a poco più che la garanzia di un letto.
Riflesso di tale modus operandi è il regolamento abitativo che ci impegniamo a rispettare al momento della presa alloggio; un regolamento che riteniamo restrittivo e incurante delle molteplici necessità della vita di uno studente; un regolamento non condiviso – scritto per gli studenti, ma non con gli studenti – e quindi imposto in quanto condicio sine qua non all’accesso in residenza.
Siamo convinti che questa situazione non possa più essere tollerata.
Questo testo è il frutto di numerose assemblee tra residenti di varie strutture a fronte delle quali sono stati individuati i punti maggiormente critici e sono state elaborate delle proposte di cambiamento.
Quello che chiediamo è che la nostra voce venga ascoltata. Quello che vogliamo è un totale mutamento di questo sistema gestionale che ci trasforma in interlocutori senza forza, in “ospiti assegnatari” di passaggio e che svilisce il diritto allo studio ad un ricatto, alla mera garanzia di un posto letto a tempo determinato, ad un rimborso.

STRUTTURE/MANUTENZIONE. IL DIRITTO ALLO STUDIO NON SIGNIFICA SOLO GARANTIRE UN POSTO LETTO!
Molti studentati presentano seri problemi strutturali e organizzativi: gli spazi comuni sono spesso inadeguati al numero di assegnatari e carenti di attrezzature. Ciò comporta disagi più grandi per le residenze che presentano il maggior numero di luoghi di condivisione come cucine e bagni.�A tutto questo si aggiunge una costante carenza di manutenzione ordinaria. Al momento, e da mesi, sono solo quattro i manutentori che operano su dieci residenze, molte delle quali vecchie e con sistemici problemi idraulici e strutturali. Ciò si concretizza in cospicui ritardi (anche 2 o 3 mesi) sia su riparazioni routinarie a partire dalla semplice sostituzione di lampadine o maniglie di porte e finestre fino ad arrivare a problematiche più gravi come otturazioni idrauliche, assenza di riscaldamento e problemi infrastrutturali. Quanto detto è chiaramente fonte di enormi disagi per tutti i residenti.
Vergognosa è inoltre la situazione degli alloggi per studenti disabili; siamo a conoscenza di alcuni casi in cui lo studente si è dovuto far carico della mancata manutenzione ordinaria da parte dell’ente e ha proceduto alle riparazioni a proprie spese.
Riteniamo che questa situazione sia inaccettabile e che “diritto allo studio” non significhi solo garantire un posto letto.
Chiediamo una migliore manutenzione dei nostri spazi.

REGOLAMENTO RESTRITTIVO E NON CONDIVISO. IL DIRITTO ALLO STUDIO NON E’ UN RICATTO!
Il regolamento ESU che ci troviamo di fronte ogni anno quando prendiamo in mano le chiavi del nostro alloggio è scritto senza tenere in considerazione la voce di chi in residenza ci vive. Sono norme che ci vengono imposte dall’alto e che siamo costretti ad accettare per avere accesso alle nostre stanze. Il regolamento è restrittivo sotto molti aspetti, anche in confronto con normative di altre università italiane riguardanti le residenze universitarie. In particolare è negato qualsiasi tipo di ospitalità notturna per parenti e amici dei residenti e gli orari di visite e feste sono eccessivamente limitati.
Chiediamo una revisione del regolamento: che sia concessa la possibilità di ospitare amici, parenti, partner per un numero massimo di notti al mese con la modalità dello scambio di letto per le doppie (come avviene a Bologna) e dell’ospitalità normale per le singole che lo possano permettere rispettando i parametri di sicurezza.
Chiediamo che vengano estesi gli orari di visita degli ospiti fino all’1.00 di notte (come avviene a Torino).

RESIDENZE IN ESTATE. IL DIRITTO ALLO STUDIO NON E’ A TEMPO DETERMINATO!
Riteniamo assurdo che il servizio abitativo, anziché seguire il calendario accademico, sia effettivamente garantito per soli dieci mesi, da fine settembre a fine luglio. Le residenze sono infatti chiuse durante tutta la sessione autunnale degli esami, da fine agosto a fine settembre. L’esistenza di un ulteriore “bando per il servizio abitativo estivo” è una “soluzione” ridicola, inadeguata e irrisoria: esso prevede l’apertura di un’unica residenza con 40 posti e ad un prezzo di 250 euro al mese, equivalente all’importo dovuto dai non beneficiari e in linea con i prezzi di mercato degli affitti patavini. Ci sembra chiaro il perchè non ci siano tante richieste per questo tipo di sistemazione temporanea. Quanto detto comporta un notevole disagio per gli studenti-assegnatari fuori sede lontani da Padova spesso impossibilitati o con forti difficoltà a sostenere esami in tale sessione. Riteniamo inaccettabile che molti di noi debbano essere sottoposti al diktat della scelta tra rinunciare completamente a svolgere esami ad agosto-settembre oppure spendere soldi in mezzi di trasporto e ostelli per soggiornare a Padova nei giorni degli esami.
Di fatto l’ESU non garantisce il diritto allo studio durante la sessione autunnale di esami.
Chiediamo che l’apertura delle residenze per gli assegnatari degli anni successivi al primo segua il calendario accademico delle sessioni d’esame. Gli studentati devono essere riaperti il primo giorno della sessione autunnale degli esami.

BORSE DI STUDIO E PAGAMENTO AFFITTI. IL DIRITTO ALLO STUDIO NON E’ UN RIMBORSO!
Altro gravissimo problema che si ripercuote su tutti gli studenti padovani e ancor di più sugli idonei beneficiari del servizio abitativo è legato alla tardiva erogazione delle borse di studio che da anni ormai si articola in tre o anche quattro assegnazioni. Stiamo parlando di importi che dovrebbero essere versati a dicembre ma che vengono “sbloccati” in primavera o in estate. Alla mancanza della borsa si aggiungono ulteriori disagi per i beneficiari del servizio abitativo. Chi vive negli studentati, oltre a continuare a pagare la mensa, è costretto a versare le rate degli affitti fino all’effettivo e formale ottenimento della borsa.
Il problema è stato parzialmente risolto quest’anno da un intervento straordinario dell’Università patavina che ha permesso la copertura di quasi tutti gli studenti idonei in prima assegnazione. Va da sè che tale “rimedio” sia del tutto precario e non soddisfacente: dopo la prima assegnazione a dicembre ben 880 erano le borse ancora non coperte e per il futuro non abbiamo nessuna garanzia riguardo ad una risoluzione certa e stabile del problema, che si potrebbe ripresentare come negli anni precedenti. Non serve aggiungere altro per capire come tutto questo condizioni in modo fortemente negativo le vite degli studenti. Viene richiesto un notevole esborso economico agli idonei temporaneamente non beneficiari: non tutti possono essere in grado di anticipare tali somme senza avere in mano nulla per quasi tutto l’anno accademico. Il diritto allo studio non è un rimborso, che peraltro arriva con mesi e mesi di ritardo.
Chiediamo che l’ESU non richieda il pagamento degli affitti degli studentati e della tariffa della mensa agli studenti idonei.
Chiediamo che le borse di studio arrivino a dicembre, in modo da garantire a tutti gli studenti la possibilità di usufruire pienamente del loro diritto allo studio.

SOCIALITA’ E FESTE
Pensiamo che la costruzione di un tessuto di relazioni sociali tra gli studenti delle residenze sia utile per garantire a tutti una quotidianità migliore. Riteniamo che degli studentati vivi e solidali con gli spazi comuni attraversati da eventi aperti, cineforum e feste, siano il miglior deterrente per contrastare fenomeni quali la solitudine e l’isolamento. Ci viene detto che l’ESU favorisce la socialità tra gli assegnatari nelle residenze. Dall’inizio dell’anno abbiamo potuto constatare l’esatto contrario: feste ripetutamente negate dai direttori, segnalazioni via mail per motivi futili, interventi di vigilanza privata e forza pubblica anche prima di mezzanotte. Il tutto condito dalla creazione di una vera e propria psicosi riguardo la presenza di “esterni” all’interno degli studentati. Lo strumento del richiamo, senza giri di parole, non può essere usato alla leggera come è stato fatto in alcune residenze. Chi vive in residenza sa benissimo che 50 o 100 euro di multa possono cambiare la sua prospettiva di vita per un mese o più.
Chiediamo un prolungamento dell’orario limite delle feste e un uso più equilibrato dello strumento della segnalazione.

RICAPITOLIAMO LE NOSTRE RICHIESTE:
Chiediamo una migliore manutenzione dei nostri spazi.
Chiediamo una revisione del regolamento, nello specifico:
• Possibilità di ospitare amici, parenti, partner per un numero massimo di notti al mese con la modalità dello scambio di letto per le doppie (come avviene a Bologna) e dell’ospitalità normale per le singole che lo possano permettere rispettando i parametri di sicurezza.
• Estensione degli orari di visita degli ospiti fino all’1 di notte (come avviene a Torino).
• Il prolungamento dell’orario limite delle feste e un uso più equilibrato dello strumento della multa e della segnalazione.
Chiediamo che l’apertura delle residenze per gli assegnatari degli anni successivi al primo segua il calendario accademico delle sessioni d’esame. Gli studentati devono essere riaperti il primo giorno della sessione autunnale degli esami.
Chiediamo che l’ESU non richieda il pagamento degli affitti degli studentati e della tariffa della mensa agli studenti idonei.
Chiediamo che le borse di studio arrivino a dicembre, in modo da garantire a tutti gli studenti la possibilità di usufruire pienamente del loro diritto allo studio.”

Rappresentanti e studenti di:
Residenza Ceccarelli
Residenza Nievo
Residenza Goito
Residenza Ederle
Residenza Colombo

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