Bomba neofascista in Piazza della Loggia, 1974

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Memoria di Classe
28 maggio 1974, Brescia

Una bomba contro il comizio sindacale indetto contro il terrorismo neofascista uccide 8 persone in Piazza della Loggia, a Brescia.

L’atto terroristico si inserisce all’interno della “strategia della tensione”. I fatti di Portella delle Ginestre sino alla strage di Bologna ci ricordano come la borghesia non sia mai tornata indietro dal fascismo ed è pronta a togliere fuori tutti gli strumenti a disposizione per difendere i propri interessi qual’ora la lotta di classe li metta in discussione.

Riportiamo uno stralcio del volantone “Le ombre nere della borghesia” scritto dal Collettivo Tazebao nel 2010:

“La “strategia della tensione” inizia in un momento storico in cui le lotte dei lavoratori raggiungono il livello di scontro di classe più alto dal dopoguerra, unendosi al movimento studentesco che già divampava da più di un anno nelle scuole e università. Siamo nel cosiddetto autunno caldo in cui si mobilitano quasi 5 milioni di operai, si rinnovano una ventina di contratti dell’industria e dell’agricoltura e si raggiungono numerose conquiste sociali per la classe proletaria. Il governo è costretto ad avviare le riforme dell’edilizia, fiscale e sanitaria e ad abolire le gabbie salariali. Viene promulgato lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori, s’introducono le 150 ore per il diritto allo studio, la riduzione dell’orario del lavoro a 40 ore settimanali pagate 48 e nuove forme di rappresentanza sindacale.
Aldilà delle riforme in sé, strappate peraltro a prezzo di durissime battaglie, a spaventare i padroni sono i contenuti rivoluzionari e le forme di lotta fuori dai canali e dalle compatibilità tracciati dal regime che il movimento dell’epoca esprime e pratica. Gli sfruttatori si rendono conto di avere davanti una vera e propria opposizione di classe che scavalca il Pci riformista e i sindacati da sinistra e pone in discussione il sistema stesso. Occorreva perciò introdurre un elemento inedito nello scontro di classe, che potesse riaffermare forzatamente un’egemonia che la borghesia stava perdendo nella società. Con le stragi la classe dominante mette così in campo una “linea di massa” del terrore rivolto generalmente a tutto il proletariato, da annichilire per rendere passivo. Il messaggio di minaccia che si vuol far passare è che le masse devono “stringersi attorno allo stato e all’autorità costituita” e mettere un freno alla china “della sovversione e dell’ estremismo”.
L’intento generale è dunque quello della mobilitazione reazionaria, da condurre attraverso la pacificazione sociale e politica e sotto le insegne della Democrazia Cristiana di Andreotti e Moro, presunta garanzia di ordine ed equilibrio. Per questo è corretto dire che le bombe che lo stato commissionò ai fascisti furono contro i lavoratori, con l’intento di intimorire le masse popolari e di rafforzare il controllo della società. Più specificatamente le stragi servono così a legittimare l’imposizione dell’ordine borghese, l’aumento delle leggi repressive, la militarizzazione delle città e la repressione del movimento di classe. Il terrore diventa così arma di ridefinizione dei rapporti di forza tra il regime e chi lo combatte, al fine di arginare ogni prospettiva rivoluzionaria.”

Consulta e/o scarica il volantone completo in formato pdf:
Le ombre nere della Borghesia

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