Comunicato dell’Assemblea della Statale sul Giro d’Italia 2018

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Riceviamo e condividiamo il comunicato dell’Assemblea della Statale sul polverone che si è alzato per l’iniziativa promossa contro il Giro d’Italia 2018 che partirà da Israele:

“QUALCUNO PARLA, SENZA SAPERE
Risposta a tono su quanto è apparso oggi su alcuni quotidiani

Apprendiamo con piacere che qualcuno si è accorto dell’iniziativa organizzata per criticare la partenza del Giro di Italia 2018 da Israele che si terrà domani presso l’Università. Infatti è uscito un trafiletto non firmato sul Corriere di Milano di oggi, 16 aprile, che riprende una lettera inviata al rettorato dell’Università Statale di Milano dalla Comunità Ebraica.
Constatiamo come l’anonimo giornalista in questione non abbia neanche sprecato 5 minuti per approfondire i contenuti di tale incontro.
Nel corso dell’articolo non solo non si analizza la questione della partenza del Giro d’Italia da Israele, motivo primario dell’iniziativa, ma ci si spende unicamente nell’infangare e infamare gli organizzatori dell’evento. Non si parla di quanto sta accadendo in questi giorni in Palestina dove i manifestanti e i civili stanno morendo a decine assassinati dai militari israeliani.
Nella lettera della Comunità Ebraica si afferma che: “Israele è un Paese delle Nazioni Unite, sin dalla nascita, ed ogni evento teso a promuovere qualunque forma di boicottaggio è semplicemente contrario alla carta dell’ONU”. Tralasciando la contraddizione di chi si fa portavoce di uno Stato che viola numerose risoluzioni dell’ONU, una frase del genere è chiaramente volta a reprimere e censurare qualsiasi forma di dissenso, anche solo verbale, nei confronti dello Stato di Israele: questo per noi è inaccettabile. Rivendichiamo il dissenso verso le politiche di Israele, siamo solidali con tutte le pratiche di sabotaggio che vengono messe in atto contro lo Stato sionista e non basterebbe una sola assemblea per dire tutto ciò che comporta l’occupazione israeliana per la vita quotidiana dei palestinesi.
Si sostiene nell’articolo del Corriere che ogni forma di boicottaggio sia un richiamo al tragico evento delle leggi razziali del ’38 svilendo così la gravità del discorso sulla memoria storica e la lotta antifascista odierna. Troviamo ridicole e imbarazzanti accuse del genere da parte di chi, come i vertici dell’ANPI milanese, fa dell’antifascismo un rito celebrato una volta l’anno il 25 Aprile e non una pratica quotidiana estesa ed esistenziale.
Siamo accusati di infangare “l’intero patrimonio storico della Resistenza che è stata un grande moto unitario di popolo e di Combattenti per la Libertà”. Rispediamo le accuse al mittente chiedendo: che cos’è la Resistenza palestinese se non un grande moto unitario di popolo che combatte per la Libertà?”

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