Contro la repressione dei lavoratori in lotta, rilanciamo l’unità e la solidarietà di classe!

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Contro la repressione dei lavoratori in lotta
rilanciamo l’unità e la solidarietà di classe!

A Prato, lo scorso 6 Novembre, due lavoratori tessili, durante il ritorno a casa dopo il lavoro, sono stati aggrediti con mazze e coltelli da ignoti e mandati all’ospedale in codice rosso. Da luglio si erano rivolti al sindacato Si.Cobas e si stavano impegnando, insieme ai colleghi, in una dura lotta nel posto di lavoro con scioperi e denunce pubbliche per dire basta allo sfruttamento a cui erano sottoposti: turni massacranti di 12 ore per 7 giorni su 7 con paghe da fame.
Grazie alla dura lotta, nei mesi scorsi, era stato firmato un accordo con l’azienda per il rispetto del CCNL e il riconoscimento di ferie, malattie e tredicesima. Nella zona del pratese, famosa per il tessile e soprattutto per lo sfruttamento dentro a questo settore, molti altri lavoratori stanno prendendo il loro esempio e si stanno organizzando anche sindacalmente.
Ecco che il pestaggio, preceduto da molte minacce e pressioni perché i due presentassero dimissioni volontarie, è un chiaro atto intimidatorio, che vuol cercare di bloccare la lotta e l’esempio che questi lavoratori stanno dando!!
I padroni hanno bisogno di abbassare il costo del lavoro e aumentare il tasso di sfruttamento; quando vessazioni sul posto di lavoro e licenziamenti non bastano a fermare le lotte che i lavoratori riescono a mettere in campo, deve intervenire anche la violenza fisica e la repressione dello Stato. Basta pensare al settore della logistica dove negli ultimi anni i picchetti dei facchini, che stanno strappando risultati enormi, vengono di norma sgomberati a suon di manganelli e lacrimogeni.
Anche i fascisti tornano utili quando bisogna reprimere. Il caso di Alessandria è esemplare: alcuni braccianti, in sciopero per pretendere il pagamento di salario arretrato, sono stati ostacolati da Casapound che si è resa solidale con il padrone di turno per riportare l’ordine e “tutelare le aziende del territorio… a detta loro”.
In una fase di crisi economica, dove i margini di profitto sono sempre più risicati e l’unica ricetta possibile è attaccare il salario e i diritti dei lavoratori, ogni forma di organizzazione e di lotta di classe per i padroni va repressa con ogni mezzo necessario!
L’attuale governo Lega-5 Stelle sta mostrando palesemente da quale parte sta, seminando quotidianamente odio razziale per distoglierci dai nostri reali nemici e garantendo, con il Decreto Sicurezza, uno strumento repressivo in più per colpire scioperi, picchetti e occupazioni di fabbriche.

Solidarietà agli operai aggrediti a Prato!
Contro la repressione e la violenza dei padroni, opponiamo la lotta e la solidarietà di classe!
Toccano uno toccano tutti!

Novembre 2018

* Assemblea Operaia No Signor No (mail: info.nsn@libero.it)
* Coordinamento Driver ADL Vicenza
* Il Picchetto Padova (pagina Facebook: Il Picchetto)

Appello della manifestazione lanciata dal Si Cobas a Prato:

SENZA PAURA, PER I NOSTRI DIRITTI!

Due lavoratori iscritti al SI COBAS sono stati vittime il 6 novembre di una gravissima aggressione con bastoni, bottiglie di vetro e armi da taglio mentre rientravano a casa dopo la fine del proprio turno di lavoro. Si tratta di due dipendenti della DS di Zhang Xiangguo a Montemurlo, una delle tante fabbriche tessili del pratese a conduzione cinese. Si è trattato di un agguato pianificato in piena regola: si è trattato fuori da ogni dubbio di un gravissimo atto intimidatorio.
Adeel e Abbas sono due dei lavoratori DS che a Luglio si rivolgevano al sindacato denunciando una situazione di vera e propria schiavitù: turni di 12 ore al giorno, sette giorni su sette, per buste paga da fame. Lì iniziava un lotta dura, passata da scioperi e denunce pubbliche, che ha portato ad un primo accordo, e quindi al riconoscimento formale dei diritti fondamentali dei lavoratori: retribuzioni in linea con il CCNL Tessile per 40 ore settimanali di lavoro, riconoscimento di riposo settimanale, ferie, malattie e tredicesima.
E’ evidente che i padroni del settore sono terrorizzati dall’idea che questa storia di riscatto faccia da apripista per molte altre. E infatti già decine e decine di lavoratori impiegati nelle fabbriche tessili a conduzione cinese si sono rivolti dopo i primi scioperi di luglio alla DS agli sportelli del nostro sindacato. In tutti i casi le condizioni di sfruttamento denunciate sono pressoché identiche a quelle descritte già per la DS. Si tratta di un “segreto di pulcinella”: tutti sanno – istituzioni in primis – della realtà di schiavitù che si nasconde dietro le mura di moltissime fabbriche tessili del territorio. I lavoratori aggrediti stanotte sono tra quelli che hanno avuto il coraggio di denunciare e combattere un sistema intollerabile di sfruttamento che schiaccia migliaia di lavoratori, in primis cinesi e richiedenti asilo asiatici ed africani.

Quanto accaduto non può essere sottovalutato né tollerato. Per questo risponderemo con una grande manifestazione il 17 novembre a Prato.
Perché le lotte per i diritti e la dignità andranno avanti, senza paura, più di prima.

Mentre nel settore tessile si ricorre agli agguati, al fornitore UniCoop Panificio Toscano I lavoratori hanno già dovuto affrontare licenziamenti politici, sgomberi violenti della polizia e denunce. Sono tante le armi con cui si vuole fermare questo movimento autorganizzato di lavoratori che rivendica il rispetto dei propri diritti. Sono tanti i padroni che nel pratesi si sentono minacciati dalle lotte operaie che il Si Cobas sta portando avanti.

Noi diciamo: indietro non si torna. Abbiamo iniziato per andare fino in fondo: fino a quando lo sfruttamento, in tutti i settori, sarà eliminato dal nostro territorio.

SABATO 17 NOVEMBRE 2018
ore 14.00 in Piazza della Stazione – Prato

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/747515052260972/

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