Contro l’aggressione turca alla Siria!

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Contro l’aggressione turca alla Siria!

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L’8 ottobre l’esercito turco, supportato da bande di islamisti, ha iniziato una guerra di aggressione nella Siria settentrionale, allo scopo dichiarato di occupare una fascia di “sicurezza” lungo il confine, nella zona precedentemente occupata dalle truppe degli imperialisti yankee. Il boia Trump ha ritenuto che, per proseguire nell’aggressione condotta in varie modalità contro il popolo siriano dal 2011, ora fosse il turno di aprire le porte alle sanguinose aspirazioni espansionistiche della Turchia di Erdogan. A pagarne il prezzo sono le popolazioni siriane, di etnia araba e curda, che vivono nell’area dove l’esercito turco sta tentando di avanzare, commettendo gli stessi crimini che puntualmente ricorrono in ogni guerra ingiusta combattuta contro i popoli: bombardamenti contro i civili, omicidi degli oppositori, pulizia etnica…Si ripete quanto già commesso dall’esercito Usa e dai suoi alleati nella guerra di occupazione del nord della Siria (condotta sotto la dicitura di “guerra allo Stato Islamico”) e quanto contemporaneamente stanno facendo i sionisti in Palestina e i sauditi in Yemen.

L’invasione turca ha però costretto le masse popolari e le forze politiche-militari curde a fare i conti con i risultati concreti della strategia della propria direzione la quale, per una fantomatica autonomia del nord della Siria dalla Repubblica Araba, ha svenduto la causa curda agli imperialisti yankee. Le ultime notizie ci dicono infatti che, difronte al pur prevedibile tradimento degli imperialisti yankee (storicamente sempre schierate con la Turchia nelle sue politiche di aggressione e sterminio delle masse curde) le forze curde sono state costrette a stringere un’alleanza con la Repubblica Araba di Siria, creando un fronte di difesa nazionale che per troppo tempo è stato colpevolmente disatteso, in nome di un’alleanza con gli Usa rivelatasi una trappola. La guerra di tutte le forze patriottiche siriane, qualsiasi sia la loro etnia e collocazione politica, contro gli invasori turchi, è una guerra giusta, che dobbiamo politicamente sostenere, guardando in primis alle forze della sinistra di classe e rivoluzionaria presenti in questa battaglia, come i compagni di Resistenza Siriana e le organizzazioni comuniste siriane, arabe, curde e turche.

Nel nostro paese dobbiamo mobilitarci non solo contro ogni forma di collaborazionismo da parte dell’imperialismo italiano contro il regime espansionista di Erdogan, ma anche contro la guerra imperialista in generale e in particolare contro la Nato, la criminale alleanza militare che unisce, nonostante le sempre più evidenti contraddizioni interne, i banditi capitalisti statunitensi, europei e turchi che stanno insanguinando la Siria da otto anni. La diplomazia dell’Ue e di singoli paesi membri sta dimostrando un’ipocrisia ineguagliabile nel deplorare oggi l’aggressione turca e nell’adottare sanzioni contro Ankara. La Turchia è stata fino ad oggi riempita di armi e supporto bellico da parte dei paesi della Nato, in quanto avamposto di quest’ultima in Medio Oriente. Solo il nostro paese ha esportato dal 2016 al 2018 761,8 milioni di euro di armamenti verso gli arsenali del “sultano”. L’Italia in particolare schiera tuttora 130 militari, 25 mezzi terrestri e una batteria missilistica al confine turco siriano, nella missione Active Fence, volta, per assurdo, a proteggere il territorio turco da aggressioni siriane! Ed il governo Conte ha già promesso alla Nato altri 7 miliardi all’anno di stanziamenti in spesa militare, mentre con la prossima finanziaria prepara l’ennesima stangata contro proletari e masse popolari.

Tutte le rimostranze provenienti dai paesi europei, e persino dagli Usa, contro l’aggressione lanciata da Erdogan sono solo il riflesso di contraddizioni tra banditi che vogliono spartirsi, a proprio vantaggio, le risorse e i mercati della Siria, del Medio Oriente e del Mediterraneo Orientale, dove invece Ankara sta perseguendo un’autonoma agenda espansionista che sta entrando progressivamente in conflitto anche con i suoi tradizionali alleati della Nato.

È oramai da otto anni che in Siria si sta combattendo una guerra che è divenuta una sorta di conflitto mondiale concentrato in un unico paese: una guerra che è a sua volta la prosecuzione diretta di altri conflitti (Iraq, Palestina, Libano…), è strettamente connessa ad altri come Libia, Ucraina e Yemen e minaccia di allargarsi ad altri ancora quali Venezuela e Iran; senza contare conflitti “infiniti” come quelli afghano e somalo e nuovi pericolosissimi fronti aperti come quello ad Hong Kong. La guerra mondiale strisciante che si delinea in questi sempre più vasti scenari bellici è il riflesso della crisi del capitalismo internazionale e dell’azione che, su questo terreno economico oggettivo, vecchie potenze, nuove potenze e attori regionali conducono per ripartirsi i mercati e dunque i margini via via più ridotti di profitto. Nell’opporsi a questa deriva di barbarie, nel nostro paese siamo terribilmente indietro, ma non mancano esempi positivi da cui partire: le lotte sui territori contro le basi e le strutture militari imperialiste (in Sardegna contro le servitù militari, in Sicilia contro il Muos), il movimento di solidarietà al popolo palestinese e di boicottaggio di Israele, le azioni condotte recentemente dai portuali genovesi contro il traffico di armi dirette alla guerra di aggressione al popolo yemenita…Anche lo sciopero del sindacalismo di base del 25 ottobre, con corteo nazionale a Roma il 26, pone la questione dell’opposizione alla guerra imperialista fra i suoi contenuti, con la rivendicazione dei tagli alla spesa militare e del ritiro delle truppe italiane dai fronti bellici, unendo giustamente la lotta proletaria alla lotta antimperialista.

Per i comunisti il terreno della lotta contro la guerra imperialista deve oggi essere anche quello di porre la necessità di abbattere il sistema capitalista, che continua a trascinare l’umanità via via verso la barbarie, formando in tal senso nuovi compagni e compagne nello studio, nell’organizzazione e sopratutto nella lotta.

No all’aggressione turca, no ad ogni intervento e ingerenza imperialista dei paesi della Nato, dell’UE e degli USA in Siria!
Sosteniamo e partecipiamo alla mobilitazione contro l’aggressione turca al popolo siriano e i legami tra Turchia e imperialismo italiano!
Rafforziamo il movimento contro la guerra imperialista e in particolare contro le basi militari, le installazioni e le strutture belliche italiane, USA e NATO!
Lottare contro il governo Conte, smascheriamone la natura imperialista e guerrafondaia!

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Collettivo Tazebao
collettivo.tazebao@gmail.com
16/10/2019

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