Corteo del 25 aprile a Catania: libertà per gli antifascisti arrestati!

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Condividiamo dal Comitato di Solidarietà Popolare “Graziella Giuffrida” di Catania:

Come è ormai noto dalle testate giornalistiche locali e nazionali, all’alba di venerdì 5 aprile, quattro studenti e una studentessa, appartenenti a diversi collettivi studenteschi catanesi, sono stati prelevati da casa e posti agli arresti domiciliari come misura cautelare. Uno di loro, addirittura, è stato direttamente portato in una comunità per minori. Gli studenti e le studentesse vengono accusati di aver aggredito davanti l’istituto “De Felice” di Catania un altro studente, facente parte di Assalto Studentesco, l’organizzazione studentesca della struttura politica neofascista “Cervantes” impedendogli di “esercitare il libero pensiero” e sottraendogli i volantini dalle mani.
Ci teniamo a precisare il grande salto di qualità che in questi ultimi mesi ha fatto il Cervantes: inizialmente è entrato nella galassia di Lealtà e Azione struttura nazionale dichiaratamente neonazista, poi è diventato un circolo della Lega inaugurato in uno degli alberghi di lusso della città alla presenza di imprenditori e professionisti noti della Catania bene.
Quello che è accaduto in questa città pensiamo sia a dir poco vergognoso: attraverso un gioco tutto politico tra la destra di questa città, la Questura e la Magistratura, si è costruita una narrazione fuorviante sui fatti accaduti la mattina del 21 marzo, si sono etichettati gli studenti e le studentesse antifascisti/e come delinquenti, si sono criminalizzati gli spazi sociali di questa città e le loro attività politiche e si è considerato l’antifascismo un motivo abietto.
Noi che l’antifascismo lo rivendichiamo ogni giorno, siamo coloro che da anni ci impegniamo nel territorio per costruire alternative politiche e sociali, solidarietà di classe, mutualismo, relazioni sociali, affrontando a testa alta la crisi, e lottando a fianco di lavoratori e lavoratrici, precari e precarie, disoccupati e disoccupate, studenti e studentesse.
Ci sembra veramente grave che un’organizzazione neo-fascista riceva la solidarietà addirittura del sindaco Pogliese che, anziché pensare a risollevare una città in via di fallimento per via del dissesto, spende il suo tempo a solidarizzare con uno studente che pone l’odio e la xenofobia come elementi centrali della sua attività politica. Ci sembra grave che siano stati mobilitati componenti nazionali di partiti come FI, Fratelli d’Italia, Lega, in merito a questa vicenda, e ci sembra ancora più grave la narrazione che è stata fatta dai giornali di quella giornata.
Noi li conosciamo bene i neo-fascisti in questo Paese: le immagini di Torre Maura a Roma ci dimostrano come non abbiano rispetto nemmeno per i beni di prima necessità, arrivando a calpestare anche il pane che era stato donato per i Rom da decine di persone della periferia romana. L’incendio di una casa a Verona di una coppia omosessuale provocato dai fascisti, ci immette direttamente nella dimensione di odio e di intolleranza che queste organizzazioni generano e praticano in questo Paese; le continue, decine e decine, di aggressioni che i fascisti negli anni hanno provocato nei confronti di compagne e compagni, omosessuali, migranti, lavoratori e lavoratrici, noi non le dimentichiamo, ma forse qualcuno ha la memoria corta.
Questo quadro si inserisce perfettamente nel contesto nazionale: in una situazione in cui la Lega ha di fatto messo fuori dai giochi il Movimento Cinque Stelle (responsabile di aver regalato spazio politico e narrazione mainstream ai leghisti), queste organizzazioni fungono da stampella e da cani da guardia del sistema. Mentre da un lato si continua a distruggere tutte le forme di welfare esistenti in questo Paese, dall’altro, si tenta di frenare tutte le opposizioni che, dal basso, si muovono contro l’ordine costituito, attraverso la repressione e la violenza fascista.
Ultimo esempio precedente a questi arresti, è la gogna mediatica e giudiziaria che ha subito un’insegnante padovana, rea di aver partecipato a un presidio indetto da Non una di meno, contro gli antiabortisti di Forza Nuova.

Crediamo che il 25 aprile non sia una data semplicemente da commemorare.
Resistere e lottare ancora oggi contro fascismo e sfruttamento, come appare evidente dopo gli ultimi avvenimenti, è una estrema necessità, che deve chiamare in campo l’antifascismo su tutti i livelli, da quello culturale a quello militante, per impedire avvenimenti che ci riporterebbero direttamente indietro nel tempo, ad anni bui di questo Paese in cui nessun tipo di opposizione era plausibile, in cui un regime è riuscito a mettere in ginocchio milioni di lavoratori e di lavoratrici mantenendo di fatto il sistema capitalistico così come era già.
Invitiamo tutte le realtà sociali, politiche, sindacali, associazioni, comitati, collettivi, partiti, spazi sociali, singoli, a firmare questo appello per richiedere innanzitutto che gli studenti e le studentesse arrestati/e tornino immediatamente a scuola a studiare, perché pensiamo sia davvero paradossale che gli venga impedito di esercitare il proprio diritto allo studio; in seguito, per richiedere la liberazione di questi/e giovani antifascisti/e; e infine, per partecipare in massa al corteo del 25 aprile scegliendo da che parte stare: o dalla parte di chi permette la ricostruzione e l’agibilità politica di organizzazioni neofasciste, o dalla parte di chi, attraverso diversi strumenti e modalità, tenta di opporsi all’esistente e di proporre un modello di società in cui i valori portanti siano quelli di libertà e uguaglianza.

È IL MOMENTO DI PRENDERE UNA POSIZIONE, DI ESSERE PARTIGIANI E PARTIGIANE DI OGGI.
CHIEDIAMO MASSIMA SOLIDARIETÀ E DIFFUSIONE.

Per firmare l’appello su Facebook: https://www.facebook.com/events/329335287937749/

Ascolta anche l’intervista di RadiAzione:

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