Dieci vittime della rappresaglia nazifascista, 1944

0

Memoria di Classe
17 Agosto 1944, Padova

Flavio Busonera (medico, antifascista, iscritto al PCI e esponente comunista del CLN di Padova), Ettore Calderoni e Clemente Lampioni (commissario politico della brigata garibaldina Stella), vennero impiccati per volontà del prefetto Menna in via Santa Lucia dopo essere stati detenuti nel carcere Paolotti (attuale edificio dell’università di Padova, a poche centinaia di metri dalla Marzolo Occupata).
I tre partigiani vennero uccisi come rappresaglia per la morte del militare fascista col. Bartolomeo Fronteddu, il cui omicidio fu attribuito ai Gap. Nello stesso giorno vennero fucilati altri 7 antifascisti alla caserma Pierobon di Chiesanuova tra cui il comandante Luigi Pierobon “Dante” e Saturno Baldini “Falco”.
Nel nome di Busonera operò nei quartieri del Portello, la Stanga e Camin, il 7º battaglione partigiano della Brigata Sabatucci, che aveva come commissario politico Giovanni Zerbetto, “Macchina”.
«E anche deve essere detto di Lampioni che, impassibile e severo, diceva agli esecutori: “Non siamo noi i colpevoli di fronte a voi, ma voi di fronte a noi”. Ho fatto questo nome proprio per osare un giudizio definitivo (…) E oso affermare, senza tema di errore, che il medico Busonera, esperto di debolezze fisiche e morali, morto affermando il suo amore per l’ umana fratellanza; che il giovane Pierobon, il quale s’avvicinava alla morte perdonando e abbracciando, se fossero qui ci direbbero che tutti i compagni di sacrificio sono fratelli; e in nome appunto di Busonera e Pierobon, credo di poter chiamare fratello nostro, compiutamente, anche Lampioni». Egidio Meneghetti (rettore del Bo e presidente del CLN regionale veneto).

Pensiamo che anniversari come questo non debbano essere vissuti in maniera commemorativa, ma siano occasioni per riaffermare il significato attuale della Resistenza partigiana e la necessità di lottare contro le nuove forme di fascismo che prendono sempre più piede nelle nostre città e in numerosi altri paesi, così come il clima reazionario e d’odio nei confronti degli immigrati e la conseguente guerra tra poveri creata ad arte dalla classe politica per poter continuare indisturbata i suoi progetti di arricchimento.
Ricordare il sacrificio dei partigiani che lottarono a Padova, come i morti del 17 agosto, come Francesco Sabatucci, come Nerone Nalesso, come Otello Pighin e molti altri, oggi significa riappropriarsi del punto più alto raggiunto dalle masse popolari italiane nella lotta per il potere.
Percorrere il sentiero della Resistenza significa cambiare il presente per costruire un ponte verso il futuro.

Ora e Sempre Resistenza!

 

Share.

Comments are closed.