Fascisti, padroni e polizia: un amore senza fine!

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Fascisti, padroni e polizia: un amore senza fine!

Condividiamo dal Comitato di Solidarietà Popolare Graziella Giuffrida – Catania:

Qualche settimana fa, di fronte a una scuola catanese, alcuni studenti rispondono alla provocazione di un gruppo di neofascisti. La rissa finisce con un fascista che deve farsi medicare all’ospedale. La stampa locale comincia una canea senza precedenti, parlando di atto gravissimo, inventando numeri incredibili, 30 contro 1, quando chi era presenta racconta di uno scontro alla pari, si parla di lesioni gravi, ma il fascistello è in giro il giorno dopo, tranquillo, sorridente e integro.
I fascisti dimenticano il motto che portano in giro con le loro magliette che parla di un fantomatico onore che dovrebbero avere, e presenta una denuncia nei confronti di 5 militanti dei collettivi studenteschi catanesi, riconosce i militanti dei collettivi studenteschi sotto “consiglio” della digos.
A questo punto polizia e magistratura completano la montatura, mettendo in piedi un’operazione degna della cattura di un pericoloso latitante, irrompendo nelle case degli studenti all’alba, prelevando i compagni e notificandogli lo stato di arresto con l’accusa di aver provocato lesioni per “motivi abietti” e “con crudeltà”.
Una cosa la vogliamo dire subito: che due organi dello stato ritengano agire per difendere il carattere antifascista di questo paese un motivo abietto dimostra qual è l’orientamento politico di sbirri e magistrati.
Del resto i fascistelli aggrediti fanno parte della compagine governativa, da poco sono diventati un circolo della lega, fanno i convegni negli alberghi di lusso della città e hanno tra i loro finanziatori professori universitari, baroni di medicina e avvocati di grido, insomma la borghesia di questa città.
Già perchè poi di scontro di classe si tratta e nient’altro. Da una parte, ci sono militanti che occupano spazi nei quartieri popolari, creano doposcuola e ambulatori medici gratuiti, sportelli di difesa legale dei lavoratori e degli sfrattati.
Dall’altra, ci sono i fascisti che svolgono il compitino che i ricchi di questo paese gli hanno dato: indicare un falso nemico, gli immigrati, e alimentare la guerra tra poveri nei quartieri; indicare false soluzioni come il sovranismo utilizzando quel motto infame “prima gli italiani” con il quale si presuppone che un disoccupato e un ricco imprenditore solo perché italiani hanno gli stessi interessi. Senza mai pensare lontanamente di mettere in discussione chi sfrutta i lavoratori nelle fabbriche, chi si arricchisce con la speculazione edilizia, chi ha fatto leggi infami per cancellare i diritti di chi lavora, chi si è arricchito costruendo i centri commerciali che in questa città hanno mandato sul lastrico centinaia di piccoli negozi di quartiere. Anzi, questi fascisti appoggiano il sindaco Pogliese che a sua volta raccoglie i voti dei fascisti (nelle sue liste compariva il nome di Giorgio Galletta, espressione del Cervantes).
Il sindaco Pogliese è uno degli azionisti di Etnapolis, uno dei centri commerciali più grandi di Catania, insieme al sig. Abate. ll sig. Abate, proprietario del gruppo Famila, ha licenziato ingiustamente 38 lavoratori. Questi lavoratori sono difesi oggi dai compagni mentre il sig. Abate è difeso dallo studio della famiglia del sindaco Pogliese. Il sig. Abate è anche colui che finanzia i fascisti di Casapound fornendo le buste della spesa che questi regalano una tantum nei quartieri popolari per raccattare voti; è chiaro quindi perché Pogliese sia stato uno dei primi ad esprimere solidarietà ai fascisti, a condannare i ragazzi dei collettivi, a dare il là alla canea mediatica fatta dai suoi giornalisti prezzolati.
Se proprio di “abietti motivi” bisogna parlare, bisogna chiamare in causa i giornalisti, il sindaco e i politici che hanno espresso solidarietà, svendendo la libertà di 5 minorenni per raccattare qualche voto, per distogliere ancora una volta l’attenzione dai problemi di una città in dissesto.
Per questo, come compagni e compagne del Csp, ci schieriamo senza se e senza ma con gli antifascisti arrestati, per questo lotteremo per la loro liberazione e per questo facciamo un appello ad una partecipazione di massa al corteo del 25 Aprile.
Proprio perché, come ci hanno insegnato i partigiani che ci hanno liberato dalla feccia nazifascista, lottare contro il fascismo significa lottare contro il capitalismo e la miseria che produce.
Miseria che significa destinare 68 milioni di euro al giorno per le spese militari invece che per spese sociali.
Miseria che significa speculazione edilizia invece di costruire alloggi popolari.
Miseria che porta il nome di Jobs act, eliminazione dell’articolo 18, significa abbassamento del contributo inail contro i morti sul lavoro
Miseria che significa salari bassi e precari, e nessuna prospettiva di lavoro stabile
Miseria che significa alimentare il patriarcato che vuole la donna angelo del focolare attaccando diritti quali quello della scelta di poter abortire.
La borghesia ha dichiarato guerra ai lavoratori di questo paese: lei sì che la fa in maniera crudele e con il motivo abietto di diventare ancora più ricca e opulenta.
Noi lavoratori e lavoratrici, precari e disoccupati dobbiamo rispondere colpo su colpo, recuperare il filo rosso che i partigiani ci hanno lasciato in eredità, proseguire verso quel sentiero che ci deve portare a una società libera dal capitalismo, dalle guerre e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo

Libertà per gli antifascisti arrestati
Se toccano uno toccano tutti

Corteo 25 Aprile ore 9 piazza Roma (Catania), a seguire festa popolare con pranzo e musica in piazza Machiavelli per raccogliere fondi per le spese legali dei compagni arrestati!

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Condividiamo anche il link del comunicato scritto dalla Comunità Resistente Piazzetta – CPO Colapesce, di cui uno dei ragazzi in arresto fa parte: Leggi qui

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