Fine del regime fascista in Grecia, 1974

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Memoria di Classe
23 settembre 1974, Grecia

Fine del regime fascista.

Cade il regime fascista dei Colonnelli che aveva preso corpo il 21 aprile 1967 tramite un colpo di stato militare anticomunista sostenuto dalla CIA, a riprova della forte intromissione imperialista fin dal termine della Seconda Guerra mondiale.

Dopo una guerra civile che aveva visto da un lato l’Esercito Democratico e dall’altro i monarchici sostenuti da statunitensi e inglesi, nella monarchia greca si alternano brevi governi traballanti messi alle strette dalle proteste popolari. Non a caso, il colpo di stato militare viene avallato dal Re Costantino II, speranzoso di poter recuperare un potere effettivo grazie alla forte svolta a destra.

In una notte la polizia militare arresta oltre 10.000 persone e l’esercito occupa il ministero della difesa, il palazzo del governo e i centri di comunicazione: inizia la dittatura guidata dai colonnelli Geōrgios Papadopoulos, Nikolaos Makarezos e Ioannis Ladas.

Sul fronte interno le normali libertà civili vengono soppresse, i partiti politici sono sciolti e vengono istituiti tribunali militari speciali. Le organizzazioni democratiche entrano in clandestinità, mentre all’estero cresce la solidarietà verso il popolo greco: nel ’69 il regista Costa-Gavras mette in scena il romanzo “Z-L’orgia del potere” dello scrittore Vassilikos, esiliato dal regime per il suo attivismo politico.

Il colpo di grazia ai Colonnelli arriva dagli studenti che entrano in sciopero contro il regime. Occupando l’Università, trasmettono il loro messaggio di lotta in tutta la capitale grazie ad una radio libera. E’ il 14 dicembre 1973. Migliaia di lavoratori e giovani si uniscono alla lotta, dentro e fuori gli atenei, ma Papadopoulos reprime la protesta con l’esercito: il 17 novembre un carro armato sfonda i cancelli del Politecnico e i militari vi fanno irruzione, ammazzando 24 studenti.

A ciò si aggiunge infine l’invasione dell’isola di Cipro, tramite la quale i Colonnelli speravano in un consenso popolare e in un sostegno al regime, ma la prospettiva di una guerra con la Turchia fa sgretolare i loro ultimi sostegni interni all’esercito stesso.

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