Il filo rosso della Resistenza

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Il filo rosso della Resistenza

Condividiamo l’opuscolo “il filo rosso della Resistenza” prodotto da delle compagne a Padova nel 2010:

“Questo opuscolo nasce dal dibattito che si è sviluppato tra un gruppo di compagne in occasione della presentazione del libro di Caterina Arenza “La militanza femminile antifascista (1926-1939)”. Riflettere insieme sul bagaglio di insegnamenti, più che mai attuali, che questa esperienza della nostra storia ci ha lasciato, è stato uno spunto per ampliare la nostra discussione sul ruolo che le donne hanno occupato nelle lotte di emancipazione dei popoli. Questo vuole essere un piccolo contributo, assolutamente non esauriente, per sviluppare una riflessione su un tema spesso trascurato. Di fronte al continuo tentativo da parte di revisionisti pennivendoli, foraggiati dalla borghesia, di infangare la Resistenza e i suoi protagonisti, ci è sembrato importante contribuire a tramandare la memoria storica attraverso la voce di chi ha dato la vita. Combattere la falsificazione in atto è oggi fondamentale perché essa ha l’obiettivo di disarmarci ideologicamente proprio ora che la condizione di crisi strutturale del capitalismo si fa più grave e i lavoratori, facendo tesoro delle lotte del passato, potrebbero trovare la strada giusta per ribellarli a chi li affama. Inoltre, tentando di cancellare il valore della Resistenza, la borghesia guerrafondaia vorrebbe creare un clima di desolidarizzazione rispetto ai popoli che oggi si oppongono all’artiglio dell’imperialismo, che ne lacera la terra e i figli con la guerra e l’occupazione, come avviene ad esempio in Afghanistan e Palestina.
La lezione più importante che tante compagne prima di noi hanno appreso, e che ora scorre nelle nostre vene, è che di fronte al bivio, appoggiare l’ideologia di regime ed uniformarsi al ruolo di serve della nazione che il fascismo imponeva o prendere il futuro nelle proprie mani lottando per la propria emancipazione e per quella della classe sfruttata, non si può che scegliere di combattere. Così oggi dobbiamo scegliere se farci strumento della mobilitazione reazionaria, che legittima gli sfruttatori alimentando la divisione tra gli oppressi, o se diventare protagoniste delle lotte, prendendo coscienza che solo con una società diversa, senza classe, potremmo liberarci davvero delle nostre catene.”

Compagne antifasciste
Padova – giugno 2010

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Dalla produzione dell’opuscolo è stato poi montato un video che si può trovare su youtube:

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