La lotta per la casa non si processa, nemmeno sulla stampa!

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La lotta per la casa non si processa, nemmeno sulla stampa!

Come collettivo Tazebao ci teniamo a esprimere la nostra solidarietà ai 75 imputati per aver partecipato alla lotta per la casa a Padova, tra cui alcun di noi, e fare una riflessione sugli articoli di giornale usciti oggi che riteniamo aberranti.

Ieri mattina davanti al tribunale di Padova si è tenuto un partecipato presidio che ha respinto al mittente le accuse di associazione a delinquere a danno di 75 persone, tra appartenenti e solidali al Comitato di Lotta per la Casa.  Secondo l’accusa gli imputati sono colpevoli dell’occupazione di 8 appartamenti dell’Ater sfitti da anni e dell’organizzazione di una trentina di picchetti antisfratto (che hanno permesso ad altrettante famiglie di non essere sbattute in strada o in comunità e di avere il tempo di trovare un’altra  soluzione abitativa).
Alla conferenza stampa si è presentata una sola giornalista: tutti gli altri avevano invece il loro pezzo pronto, grazie alla questura che ha provveduto a fornirgli nomi, date e dettagli di cui nemmeno i diretti interessati sono a conoscenza! L’accanimento mediatico si è rivolto in particolare ad una compagna e ad un compagno che – a onor di cronaca – non sono nemmeno tra i 75 indagati!
Mentre da un lato ex dirigenti di Ater e politicanti come Ascierto –  indagati nell’operazione Pantano – si dirigono bellamente verso la prescrizione (e non verso l’assoluzione raccontata dai giornali), dall’altro lato il processo di ieri è iniziato con un’insolita celerità e con una valanga di fango mediatico.
Davanti ai 75 imputati abbiamo Ater come parte civile: lo stesso ente che tiene centinaia di case sfitte, che sfratta, non fa manutenzioni e aumenta vertiginosamente i canoni d’affitto grazie all’infame legge regionale 39/17.
Ricordiamo bene lo sgombero dell’InfoSpazio Chinatown, ordinato da Ater, per far posto – in comodato d’uso gratuito – ad un’associazione leghista amica che, dietro ai sordi, nasconde la candidatura dei propri rappresentanti – udenti – nelle passate liste civiche vicine alla Lega.
Parliamo dello stesso Ater che ieri mattina stava svendendo altre 15 case popolari all’interno dei suoi locali in via Raggio di Sole.
Vediamo quindi un chiaro attacco politico a 360 gradi contro chi è stufo di un sistema che ci sta spremendo fino all’osso: dalla questura ai giornalisti fino ai tribunali l’intento è quello di criminalizzare e isolare chi si organizza e lotta, inventando anche castelli di carta che ci sembrano quantomeno ridicoli.
A dimostrazione di ciò ci preme anche sottolineare che gli avvocati dei 75 hanno dimostrato in aula che non c’erano abbastanza elementi per autorizzare le intercettazioni, per rispondere la controparte ha iniziato a vaneggiare sugli anni ’70 per, a suo dire, dimostrare che siamo soggetti “pericolosi” e, anche se non c’erano i presupposti, le intercettazioni dovevano essere considerate valide. Il giudice ha dato ragione all’accusa…della serie “le leggi esistono ma io Stato posso raggirarle a mio piacimento”.
Ci vogliono dipingere come mostri pericolosi, probabilmente perché hanno paura delle nostre idee, della reale possibilità che il loro potere venga messo in discussione, di chi nonostante tutto non è disposto ad abbassare la testa. Lotteremo sempre al fianco di chi è sfruttato con la consapevolezza che solo un cambiamento reale della società potrà renderci finalmente liberi.

Perciò, consapevoli di essere nel giusto, continuiamo ad affermare che i soli criminali sono coloro che speculano sul patrimonio immobiliare pubblico – pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori – e non chi lotta per il diritto alla casa!

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