La Marzolo resiste!

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La Marzolo resiste!

Condividiamo dall’assemblea di gestione della Marzolo Occupata:

CONTRO UNIVERSITA’ E REPRESSIONE
AD OGNI SGOMBERO UNA NUOVA OCCUPAZIONE

Stamattina alle 8:00 via Marzolo e le vie limItrofe erano già completamente militarizzate. Decine di sbirri e camionette stanno attuando lo sgombero della Marzolo Occupata che da cinque anni viveva la propria esperienza di autogestione tra le mura dell’ex mensa universitaria. Come quattro anni fa anche stavolta l’università,in combutta con la questura, spende migliaia di soldi pubblici per blindare l’ingresso e porre fine a quest’esperienza scomoda. La stampa locale già ha iniziato il suo lavoro di legittimazione di questa operazione poliziesca mettendo in contrapposizione alla nostra esperienza il nuovo progetto volto a “restituire” gli spazi agli studenti. Ricordiamo che i 12 milioni destinati al complesso Fusinato Marzolo andranno a “riqualificare” l’ex casa dello studente Fusinato, che ospitava più di 350 studenti in difficoltà economica, per farne il nuovo alloggio dei 150 (centocinquanta) studenti della scuola di eccellenza Galileiana, mentre negli spazi dell’ex mensa Marzolo non è in cantiere alcun progetto: rimarranno a marcire.

Come abbiamo sempre fatto, ribadiamo con forza che è stata proprio l’Occupazione che ha restituito questi spazi agli studenti e al quartiere, lasciati volutamente all’abbandono da Università ed ESU per più di 10 anni, e non sarà di certo la “riqualificazione-speculazione” dell’università-azienda a farlo.

Chiaramente questo sgombero si inserisce nel clima nazionale che respiriamo negli ultimi mesi. Da Milano a Torino a Padova la circolare Salvini e la conseguente legge sulla “sicurezza” ha fatto vedere tutti i suoi risultati in termini di repressione e attacco diretto alle occupazioni ed alle realtà di lotta. Di pari passo ai manganelli ed alle denunce di questo stato di polizia, si affianca una stampa serva e funzionale alla criminalizzazione delle lotte: la campagna mediatica contro Maria che negli ultimi giorni ha dipinto le prime pagine di tutti i quotidiani locali oggi assume un ulteriore significato. Oltre a colpire l’antifascismo e la figura professionale della professoressa, si è anche spianata la strada per lo sgombero di un luogo che, in questi articoli infamanti, è sempre stato associato alla sua militanza.

Se pensano con questa operazione di porre fine al bisogno di organizzarsi, riprenderci ed autogestire spazi di libertà, lottare e pensare ad un mondo migliore senza più classi, guerre e sfruttamento, si sbagliano di grosso. Sta a noi continuare per questa strada senza farci rallentare!

4 aprile 2019

 

Con l’occasione condividiamo un video prodotto dall’assemblea di gestione della Marzolo nell’agosto 2014, dopo il primo sgombero:

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