La Resistenza a Padova

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La Resistenza a Padova

A pochi giorni dal 25 aprile condividiamo una raccolta, fatta nel 2016 dai compagni della Marzolo Occupata, di vari personaggi che hanno fatto parte della Resistenza a Padova.

Il 25 aprile 1945 le grandi città del nord Italia vennero liberate dalle formazioni partigiane e dalla popolazione in armi costringendo le truppe nazi-fasciste in fuga.

Il 28 aprile, con l’impagabile contributo degli studenti, viene liberata anche Padova.

Parlare di Resistenza nell’attuale situazione di crisi del capitalismo significa impedire la riscrittura della storia, la riabilitazione dei fascisti come Casa Pound e Forza Nuova, sostenere le lotte attuali e opporci alla guerra imperialista che genera la fuga di migliaia di persone dai propri paesi e che trovano, nel “democratico occidente, reticolati, barriere e repressione.

CONCETTO MARCHESI

Furettore dell’Università di Padova a partire dal 7 settembre 1943. Lo ricordiamo per il suo importante contributo alla resistenza e per due celebri discorsi che tenne in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico attaverso i quali incitò gli studenti padovani ad unirsi alla lotta: un evento unico nella storia della resistenza europea.

EGIDIO MENEGHETTI

Veronese di nascita, nel ventennio fascista fu professore di farmacologia dell’Università di Padova. Fece parte dei gruppi clandestini di giustizia e libertà e della fondazione del Partito d’Azione oltre che del primo CLN regionale veneto.
Nel 1943 fece dell’Istituto di Farmacologia dell’università il più importante centro di riferimento della resistenza veneta.
Arrestato dai fascisti, poi passato in mano alle SS, non cedette mai neanche ai più pesanti interrogatori. Restò rinchiuso nel campo di concentramento di Bolzano fino alla liberazione.

NERONE NALESSO

Ventenne padovano, commesso di farmacia, entra a far parte dei gruppi di azione patriottica, i GAP garibaldini.
Alla fine del 1944 il giovane Nalesso riuscì a liberare 22 compagne, staffette partigiane, detenute nel carcere giudiziario del Paolotti in attesa di un sommario giudizio.
Fu catturato, condannato a morte e fucilato insieme ad altri due giovani gappisti (Bruno Lazzaretto e Guido Franco) nel marzo del 1945, poco più di un mese prima della liberazione.

A Nerone Nalesso abbiamo deciso di dedicare parte della facciata della Marzolo Occupata. Il suo contributo viene ricordato come uno dei più significativi della resistenza cittadina.

EUGENIO CURIEL

Scienziato italiano e instancabile partigiano e rivoluzionario, contribuì alla costruzione della prima cellula clandestina del Partito Comunista a Padova. Si impegnò nella scrittura e nella diffusione de “L’Unità” clandestina e de “La nostra lotta”, ma soprattutto nella creazione del “Fronte della Gioventù per l’indipendenza nazionale de per la libertà” inserendosi all’interno di molteplici lotte territoriali che vedevano la partecipazioni di studenti e lavoratori uniti.
Fu assassinato dai fascisti a soli due mesi dalla liberazione.

OTELLO PIGHIN

Ingegnere e assistente universitario dell’Università di Padova. Grazie alle sue conoscenze e alla vasta rete di collaboratori interni all’università che gli forniva esplosivi, reagenti e materiali vari provenienti dai laboratori, riuscì a progettare ed organizzare una serie incredibile di attentati a caserme e sedi fasciste.
Catturato dai fascisti, fu sottoposto a indicibili torture senza lasciar trapelare alcuna notizia. Morì a soli 33 anni.

IMPARARE DAL PASSATO, RESISTERE AL PRESENTE, RIPRENDERSI IL FUTURO!
Evento Facebook 25 aprile 2019 a Padova: https://www.facebook.com/events/1958327264276959/

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