La scuola va alla guerra

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La scuola va alla guerra: militarizzazione mascherata da guerra alla droga

Condividiamo un volantino scritto da degli studenti sulla continua, e in costante crescita, militarizzazione delle scuole:

“La campagna iper-sicuritaria che il governo pentaleghista sta portando avanti in questi mesi ha colpito anche la scuola, per la quale i finanziamenti, sempre tagliati con la scusa della mancanza di fondi, magicamente sono comparsi; sono stati infatti stanziati 2,5 milioni per il progetto “Scuole sicure”. Ma attenzione al loro concetto di sicurezza: non si tratta certo di ristrutturare gli edifici scolatici per garantire la nostra incolumità, ma piuttosto una sistematica e quotidiana azione delle forze dell’ordine all’interno e fuori dagli istituti superiori, in modi e tempi completamente arbitrari. La scusa? “Eliminare gli spaccini”, a loro dire. Ma appena si guarda questo progetto in un’ottica più generale, subito si mette in luce il suo vero carattere. “Scuole Sicure” si inserisce infatti in una progressiva militarizzazione di ogni livello della società. Lo vediamo nelle “strade sicure” con jeep che girano piene di militari armati, così come sempre più lo vediamo nei nostri istituti: ASL in aziende di produzione bellica, gite nelle caserme, parate e incontri con l’esercito italiano, alza bandiere e cori militari nei cortili interni delle scuole, giornate di “riflessione e sensibilizzazione sul ruolo delle forze armate nel nostro paese”… Tutto ampiamente sostenuto dall’assessore alle politiche dell’istruzione Elena Donazzan (la stessa che vuole reintrodurre la leva obbligatoria, per capirci). E’ quindi chiaro che la “guerra alla droga” è ancora una volta una scusa per legittimare una presenza di forze armate sempre più invasiva: abituare i giovani all’iper-controllo, invocando un clima da caserma attraverso videosorveglianza e controlli costanti e ingiustificati in un posto che dovrebbe educare invece che reprimere. Dovrebbe inoltre schierarsi contro e non a favore della guerra. Invece tutte queste iniziative e occasioni in cui le forze armate entrano nelle nostre scuole per controllarci o per impartirci lezioncine di vita sono permeate di una retorica militaresca e guerrafondaia, che dipinge ad esempio l’esercito italiano come “protettore della pace e della patria”, tacendo invece sulle decine di missioni militari che svolge in giro per il mondo. “

Contro la militarizzazione delle nostre scuole e delle nostre città!

Studenti contro la guerra

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