Manifestazioni contro l’istituzione del Cpe in Francia, 2006

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Memoria di Classe
4 Aprile 2006, Francia

L’apice delle manifestazioni contro l’istituzione del Cpe (Contratto di primo impiego) che, per tutti i lavoratori con meno di 26 anni, introduce un periodo di prova di due anni durante il quale i padroni, a prescindere dal loro numero di dipendenti, possono licenziare senza giusta causa. Un provvedimento che condanna i giovani alla precarietà. Il conflitto di classe del paese è ai massimi livelli da quasi 2 anni, dopo le lunghe rivolte delle banlieue, le manifestazioni liceali contro la riforma scolastica e le dure lotte dei lavoratori marittimi di Marsiglia e della Corsica contro le privatizzazioni dei traghetti. Solo in questa giornata si svolgono cortei in 250 città e vi partecipano circa 3 milioni di persone. 67 università e 814 scuole superiori sono in stato d’agitazione, moltissime occupate. Bloccate le stazioni, gli aeroporti, le zone industriali, i centri storici e le vie di comunicazione strategiche. Ore e ore di scontri e barricate in varie città. I lavoratori di vari settori scioperano, tra cui quelli dei trasporti e delle poste, assieme a insegnanti, commercianti e molti altri. La classe operaia e lavoratrice è in strada al fianco degli studenti. L’unione, seppur circoscritta in alcune città, dei sottoproletari delle banlieue con gli studenti e i lavoratori, costringe il ministro degli interni Sarkozy a dichiarare pubblicamente la sua impotenza e il rischio della fine della legislatura. In numerose assemblee e documenti politici la contestazione supera il quadro strettamente rivendicativo e si parla pubblicamente di rivoluzione. La lotta paga e il governo è costretto a ritirare la proposta del Cpe il 10 aprile.

“Le nostre condizioni di vita peggiorano costantemente. E lo Stato si fa sempre più duro. Bene: anche le nostre reazioni lo saranno. Non ci saranno più movimenti sociali senza scontri. E questi scontri dovranno colpire sempre più forte, sempre più in alto. Non vogliamo regolare e rendere più “accettabili” gli antagonismi di classe di questo mondo, ma servircene per farli definitivamente esplodere.”

Da un documento dell’Assemblea generale dell’Università Paris XIII a Villetaneuse,
Parigi, 21 marzo 2006.

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