Morte al fascismo, libertà ai popoli

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Giriamo un comunicato di compagni e compagne che portano avanti un antifascismo militante nella città di Padova:

Mercoledì 7 febbraio la giunta comunale di Padova ha concesso la Sala Caduti di Nassiriya per la proiezione del trailer del film “Rosso d’Istria” in vista del Giorno del Ricordo, con conseguente dibattito, in memoria della “tragedia delle foibe”.
L’istituzione di questa giornata punta a stravolgere e riscrivere la storia del confine orientale, cancellando la lunga scia di occupazione, internamenti nei campi di concentramento, omicidi, incendi e italianizzazione forzata per mano fascista a danno dei popoli slavi. Inoltre ha l’obiettivo di demonizzare il ruolo della resistenza jugoslava, descritta come una banda di sanguinari carnefici, nella lotta al nazi-fascismo, dimenticando il carattere internazionalista che la lotta partigiana ebbe al confine orientale, ma anche l’apporto dei combattenti jugoslavi nelle nostre regioni.
Per questi motivi ci è sembrato doveroso contestare quest’iniziativa promossa da Fratelli d’Italia. I coraggiosi fascistoidi si sono ben nascosti dietro ad una schiera di celere, ma con slogan e striscioni siamo riusciti comunque ad interromperli per oltre mezz’ora.
Contro il revisionismo dobbiamo riprenderci la nostra storia, quella dei partigiani che seppero vincere sui nazifascisti, e applicarla oggi, nelle lotte sui posti di lavoro, nei quartieri, nelle scuole, nelle università, nella resistenza di oggi contro gli attacchi antipopolari messi in campo dalla classe dominante, dal jobs act all’alternanza scuola-lavoro, dalla Legge Lupi al decreto Minniti, contro la guerra imperialista e contro l’avanzamento del fascismo, per una società senza classi, guerra e sfruttamento.
In piena campagna elettorale l’avanzamento della destra è esponenziale, da quelli dichiaratamente neofascisti come Forza Nuova e CasaPound, al trio medusa che non fa altro che gettare benzina sul fuoco, fomentando una continua guerra fra poveri. Poi purtroppo non dobbiamo stupirci se in questo continuo clima di odio sbuchino fuori i Traini di turno che, come a Macerata, tentano le stragi.
Antifascismo non significa le belle parole dai gradini della Gran Guardia, come quelle pronunciate sabato 10 febbraio dagli esponenti della Giunta Padovana e da coloro – come il PD e le dirigenze di Anpi, Cgil, Arci e Libera – che hanno ritirato l’adesione al corteo antifascista di Macerata. Sono gli stessi esponenti comunali che non hanno battuto ciglio sulla reiterata presenza dei fascisti di Forza Nuova in piazza Cavour in pieno centro cittadino a due ore di distanza dal loro discorsetto preconfezionato.
Antifascismo militante per noi invece significa scendere in strada, come accaduto da Macerata a Milano, da Trento fino soprattutto a Piacenza ed impedire l’avanzamento di partiti reazionari che, oltre ad essere funzionali al capitale nella fase attuale di crisi in cui ci troviamo, gettano fango sull’esperienza della Resistenza che deve invece farci da scuola per affrontare il presente.

FASCISTA ATTENTO, ANCORA FISCHIA IL VENTO!

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