Nakba 1948 – 2019

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Nakba 1948 – 2019

15 maggio 1948

Inizia l’occupazione sionista della Palestina e la Nakba, “catastrofe”, del popolo palestinese.
Meno di un anno prima, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione n. 181, aveva deciso la divisione della Palestina storica in uno “stato ebraico” e uno “stato arabo”.
Una decisione catastrofica per il popolo palestinese che già dagli anni Trenta, sotto il mandato britannico, aveva lottato contro il progetto coloniale sionista pagando caro con migliaia di arresti e uccisioni.
Fino al 1948 ed oltre, le milizie sioniste armate e addestrate dall’Occidente portarono avanti azioni terroristiche per annientare i villaggi palestinesi e far fuggire gli autoctoni, compiendo sistematicamente massacri. Furono distrutti oltre 500 villaggi, espulsi oltre 750.000 palestinesi dalle loro case e dalle loro terre, migliaia furono i morti.

15 maggio 2019

Da 71 anni Israele prosegue ininterrottamente nella sua politica di conquista della Palestina.
In Cisgiordania continua la costruzione di colonie; continuano gli arresti arbitrari e le uccisioni impunite da parte dei coloni e dell’esercito israeliano . Gaza è, da 11 anni, una prigione a cielo aperto per 2 milioni di esseri umani, un luogo ormai invivibile senza elettricità, acqua potabile, terra, lavoro, sotto continui bombardamenti. I palestinesi fuggiti ai massacri del 1948 sono oggi più di 8.000.000 e vivono nei campi profughi.
È chiaro che la politica di Israele è quella di annientare il popolo palestinese, praticando un sistema di apartheid e pulizia etnica. Un sistema portato avanti grazie al supporto degli imperialisti occidentali, tra cui l’Italia, che ha stretti rapporti commerciali, politici e militari con Israele.
Nei palestinesi però forte è ancora la volontà di resistere. Dal 30 marzo del 2018, ogni venerdì, la popolazione di Gaza, rivendicando il Diritto al Ritorno, organizza grandi manifestazioni ai confini presidiati dall’esercito israeliano. La repressione è stata ed è tutt’ora durissima, con circa 300 morti e 30.000 feriti.
Ogni anno il 15 maggio per ricordare la NAKBA il popolo palestinese organizza grandi manifestazioni. Troppi governi filosionisti, europei ed americani, vorrebbero che scendesse l’oblio su di un popolo scomodo che insiste a reclamare i suoi diritti, ad invocare la libertà, a RESISTERE.

Aggiornamento dal Ministero Salute sui crimini commessi da israele contro i partecipanti alle pacifiche manifestazioni dal 30 marzo 2018 al 14 maggio 2019.

305 martiri:
– 59 bambini
– 10 donne
– 1 anziano

17225 feriti portati in ospedale:
– 3565 bambini
– 1168 donne
– 104 anziani

Gravità delle ferite riportate:
– 564 serie
7345 medie
– 9426 minori

Cause di infortuni:
– 7069 proiettili
– 942 proiettili di gomma rivestiti con metallo
– 2458 soffocamento di gas
– 1678 esplosione di contenitori a gas
– 2226 schegge
-2962 altro

Parti del corpo infortunate:
– 1685 testa e collo
– 797 petto e addome
683 addome e bacino
2438 arti superiori
8306 arti inferiori
3426 altro

Principali luoghi da cui provenivano i feriti:
3760 A nord della striscia di Gaza
5655 Gaza
2722 Zona centrale
3270 KHAN YUNIS
1928 Rafah

136 amputazioni:
– 22 arti inferiori
– 14 arti superiori

Personale medico ferito:
– 680 ferite diverse
– 3 Martiri

Danni parziali delle ambulanze:
– 118

Giornalisti colpiti:
365 ferite diverse
2 martiri

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