Opuscolo No Muos

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Riceviamo e condividiamo l’opuscolo No Muos uscito quest’anno.
Riportiamo l’introduzione:

30 ANNI DI “NUOVO ORDINE MONDIALE”

Dalla fine dell’URSS a oggi, in questi 30 anni circa, i conflitti bellici in tutto il mondo non sono diminuiti affatto, nonostante la propaganda ufficiale del tempo avesse annunciato un “nuovo ordine mondiale” o la “fine della storia”, alludendo con queste espressioni al fatto che il blocco sovietico non sarebbe più stato d’ostacolo alla diffusione della democrazia occidentale nel resto del mondo. D In realtà, per chi se lo ricorda, già da allora il Governo USA individuava alcuni “stati canaglia” che in questi decenni sono diventati i rappresentanti del nuovo “male assoluto”: Siria, Iran, Venezuela, Corea del Nord. Alcuni “stati canaglia” come Libia, Iraq, Afghanistan, Jugoslavia, dopo gli interventi militari NATO-USA non sono più considerati tali. Con la scusa di “interventi umanitari”, o alla ricerca di fantomatiche armi di distruzione di massa, questi paesi hanno subito l’invasione NATO e sono stati “normalizzati”.
Il nuovo ordine mondiale si è dunque costruito con la guerra, non con la democrazia. Perché c’è stato bisogno di intervenire militarmente, molte volte in maniera assolutamente pretestuosa? Per imporre un dominio che non si può che definire imperialista.

IMPERIALISMO: ECONOMIA, POLITICA E GUERRA

Con imperialismo si intende non solo il dominio militare. Secondo la celeberrima formulazione di Karl von Clausewitz, ufficiale prussiano del XIX secolo, «La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi». La guerra non è l’alternativa della politica, ma è la stessa politica portata avanti con altri mezzi. Se si vuol sapere di che tipo è un conflitto bellico, occorre interrogarsi sul tipo di politica che lo sostiene, ossia quali sono le ragioni profonde che l’hanno generato. Per questo motivo, l’imperialismo non è solo un atteggiamento militaresco verso altri Paesi, ma è una forma di dominio/controllo economico di altri Paesi. Non è un caso che i Paesi che oggi non sono più considerati canaglia, sono stati totalmente asserviti agli interessi economici e militari dell’aggressore. Mentre gli altri (oggi Venezuela, Iran, Siria e Corea del Nord) sono continuamente propagandati come nemici della democrazia. Ma nel “registro dei cattivi” vi figurano anche forze di resistenza popolare come il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina o il PKK, per fare degli esempi. Ciò che ha reso sempre più necessario la militarizzazione dell’egemonia mondiale è stata la concorrenza economica globale, che ha portato alcune tra le potenze mondiali ad un intenso attivismo militare. Ieri erano solo gli USA, con i suoi strumenti di controllo: NATO e G7. Oggi, con la Unione Europea nel suo complesso o con alcuni paesi in prima linea al proprio interno, i competitors imperialisti sono aumentati. Per questo motivo, le spese militari aumentano anche nel nostro paese.

STRUMENTI, OBIETTIVI ED EFFETTI

Gli obiettivi immediati di questa “politica” sono il controllo di risorse energetiche e di luoghi ritenuti strategici dal punto di vista militare. Gli strumenti sono principalmente due: le armi e la propaganda, entrambe sempre più
sofisticate. Il MUOS, insieme alla base di Sigonella, sono i due fiori all’occhiello dell’imperialismo USA che servono a controllare i droni, aerei senza piloti che partono dalla Sicilia, base militare al centro del Mediterraneo. I bersagli diretti sono tutti quei Paesi canaglia, le resistenze popolari e, incidentalmente, le organizzazioni terroristiche come l’ISIS. Africa e Medio Oriente sono le zone più calde del pianeta, dal punto di vista militare. Ma c’è anche una politica economica difesa con le armi che non spara, ma è pronta a farlo. Si tratta della “difesa” di interessi privati occidentali (principalmente USA e UE), di aziende e multinazionali che, operando in queste aree, vengono “difese” da possibili attacchi. Il controllo economico dell’Africa ha prodotto impoverimento progressivo, esodi di massa e fughe da guerre. Questa “politica”, questa economia e questo “nuovo ordine mondiale” hanno assoggettato un continente e hanno generato la più grande forma di migrazione di massa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma gli effetti di questa “politica” non ricadono solo all’esterno. Come si accennava, le spese militari aumentano costantemente. L’UE vuole creare un suo esercito. Gli Stati Uniti chiedono agli altri paesi NATO maggiori investimenti in armi. Il risultato in Italia è che, nonostante sia stata ridotta la spesa sociale (pensioni, scuole, sanità, sussidi ecc.), la spesa pubblica continua ad aumentare a causa delle spese militari in aumento. Ecco, allora, che a pagarne gli effetti non sono solo le popolazioni esterne (in Africa e Asia), ma anche i settori popolari dei nostri Paesi, che tra crisi e tagli si impoveriscono sempre più.

SERVE UN’OPPOSIZIONE POPOLARE E DI MASSA

Per tutte queste ragioni, crediamo che l’opposizione al MUOS non sia un fatto ideologico o un residuo di antiamericanismo. Così come non è nemmeno una forma, benché nobile, di pacifismo. L’opposizione al MUOS è una lotta per ridare dignità, speranza e diritti sociali a chi oggi ne è privato a causa di questa politica imperialista. Come attivisti No MUOS vogliamo far in modo che cresca l’opposizione popolare e di massa a questa politica di aggressione militare e sociale. Per questo motivo individuiamo nel MUOS (insieme a Sigonella) e nella propaganda militarista i nostri obiettivi immediati, da contrastare con la costruzione di un’opposizione di massa e un’opera di formazione-informazione. Per far ciò è necessario parlare soprattutto alle nuove generazioni, perché sono quelle che vengono “bersagliate” due volte: a scuola con la propaganda e, successivamente, nella vita economica con la fine della spesa sociale cannibalizzata da quella militare. Con questo opuscolo informativo vogliamo contribuire al raggiungimento di questo obiettivo.

Buona lettura, buona lotta!

Con l’occasione rilanciamo il campeggio No Mus dal 2 al 5 Agosto a Niscemi
con manifestazione nazionale!

Scarica l’opuscolo completo in pdf.

Contatti:
www.nomuos.info
https://www.facebook.com/CoordinamentoNoMuos/

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