Padova, nuovo ospedale: brindisi nei palazzi, lotta fra le corsie!

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Il 10 aprile la giunta Giordani – Lorenzoni ha approvato il via libera per la costruzione del nuovo ospedale a Padova Est. Mentre la giunta si congratulava per il “passo storico” raggiunto, in tutta la ULSS 6 Euganea, che comprende gli ospedali di Padova e provincia, è in corso lo stato d’agitazione. I lavoratori sono sul piede di guerra a causa dei gravosi carichi di lavoro determinati dalla carenza dell’organico, prodotto dalle politiche di spending review di questi anni. L’ULSS 6 Euganea nasce dall’accorpamento e dalla razionalizzazione di varie strutture ospedaliere dislocate nel territorio. Ovviamente per i padroni razionalizzazione significa taglio dell’organico e riduzione delle spese, per i lavoratori significa più lavoro e meno soldi e per gli utenti significa meno servizi e di qualità peggiore.
Sempre nella giornata di ieri è stato convocato l’incontro in Prefettura per cercare di raffreddare gli animi e scongiurare lo sciopero. I rappresentati dei lavoratori hanno risposto picche rilanciando la mobilitazione e paventando lo sciopero generale nelle strutture sanitarie. Nel frattempo in Azienda Ospedaliera, complesso che rientra nel piano del nuovo ospedale, un corteo interno di 200 lavoratori ha assediato la direzione sanitaria stufi dei turni massacranti, dei riposi che saltano e delle ferie mancate e dell’indeterminatezza dei fondi contrattuali. Insomma mentre Giordani – Lorenzoni brindano assieme a Zaia e alla Confindustria veneta per i loro mega – progetti, i lavoratori della sanità danno battaglia nelle corsie contro un servizio sempre più scadente e condizioni di lavoro sempre peggiori.

Il nuovo ospedale di Padova non serve ai proletari e non serve alle masse popolari, non migliorerà i servizi e non migliorerà le condizioni per chi ci lavora. Il nuovo ospedale fa parte del progetto per il “nuovo polo di eccellenza” che dovrebbe attrarre investimenti e industrie del settore sanitario e farmaceutico in città. Questo progetto serve ancora una volta a mettere un servizio pubblico al servizio dei padroni, creando quel circuito tra investimento pubblico, sia in infrastrutture, sia in ricerca tramite l’Università e produzione industriale. Tutto questo mentre i servizi sanitari sono in condizioni pietose, dove gli infermieri lavorano come se fossero sulla catena di montaggio e dove i servizi che interessano i proletari vengono tagliati e razionalizzati.
La giunta Giordani – Lorenzoni si dimostra una amministrazione prona agli interessi padronali e al servizio di Confindustria ben lontana dal “bene comune” tanto sbandierato in campagna elettorale.

Lottiamo al fianco dei lavoratori della sanità contro gli interessi dei padroni!

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