Padova: provocazioni, pretesti e fogli di via

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Condividiamo il comunicato della Marzolo Occupata relativo ai fatti di Giovedì 17 Maggio a Padova:
due nostri compagni sono stati raggiunti nelle loro abitazioni da un ingente numero di digos, sbirri e cinofila, a uno dei due hanno dato il foglio di via dalla città per tre anni (a quanto dicono per una presunta scritta).

Ancora una volta la repressione colpisce i giovani che esprimono una carica di rottura con il sistema. Ci vogliono inoffensivi quando in questo clima di crisi sono ancora più necessari punti di riferimento giovanili per la riscossa.

I loro sistemi con noi non funzionano, non faremo neanche un passo indietro!!!

PADOVA: PROVOCAZIONI, PRETESTI E FOGLI DI VIA

Nella prima mattinata di giovedì 17 maggio, un nutrito gruppo di agenti della digos di Padova ha perquisito l’abitazione di un compagno, “forti” di un procedimento di indagine per “imbrattamento”, regolato dall’articolo 639 c.p.
I fatti contestati sono relativi ad una presunta scritta muraria a fine settembre e una relativa a metà ottobre.
La perquisizione si è svolta per diverso tempo senza la presenza del compagno all’interno della sua stanza. Infatti, mentre veniva condotto nel garage dell’abitazione, circa 8 digos restavano soli nella sua camera, senza che alcuno potesse presenziare durante il loro operato. Cosa che spetta di diritto ad una persona sottoposta a indagini. Non contenti, salivano sul tetto e cercavano anche di staccare delle piastrelle dal terrazzo, alla ricerca di qualcosa che motivasse la loro ridicola e numerosa presenza nell’abitazione…
Dulcis in fundo, gli agenti si servivano anche di un’unità cinofila, presente fin dall’inizio della perquisizione, e nel verbale cantavano vittoria sul sequestro di 0,3 grammi di hashish.
Rispetto all’accusa mossa al compagno, gli stessi agenti procedevano al sequestro di indumenti vari, telefono e tablet.
Solo dopo circa 7 ore in Questura il compagno è stato lasciato andare con la notifica di un foglio di via della durata di 3 anni da Padova.
Nel frattempo il rinvenimento di una sola bomboletta spray nella stanza di un altro giovane compagno, comportava la perquisizione della casa dei genitori di quest’ultimo in Friuli con conseguente e analogo sequestro di vestiti e oggetti personali.

Il foglio di via è un provvedimento amministrativo che consiste nell’allontanamento forzato di una persona da un comune. È una misura preventiva ormai elergita a piene mani da anni nei confronti di molti compagni impegnati nelle lotte sui territori: dai luoghi di lavoro alle università, dagli spazi sociali alla difesa dell’ambiente. Ma non solo! Essendo una misura che non si basa su reati specifici bensì su una presunta “pericolosità sociale” viene applicata non solo contro chi si oppone a questa società, ma anche nei confronti di coloro considerati soggetti devianti come senza tetto, vagabondi e immigrati. Promosso durante il ventennio fascista e mantenuto dal successivo sistema “democratico”, il foglio di via ha infatti una funzione di controllo sociale per uniformare e punire chi non si allinea al sistema dominante e chi si organizza per combatterne le quotidiane ingiustizie. Ingiustizie che hanno il nome di precarietà, guerre imperialiste, tagli all’istruzione pubblica, ai diritti e ai servizi sociali che provocano l’impoverimento della maggior parte delle persone e dei lavoratori a favore invece dell’arricchimento di pochi banchieri, politici e padroni.
Davanti a questo attacco repressivo, di fronte a sceneggiate come quella di giovedì scorso, non possiamo tacere: rilanciamo la solidarietà nei confronti dei due compagni perquisiti e rigettiamo le misure fasciste come il foglio di via, rivendicando la libertà di vivere e lottare nelle nostre città.

Marzolo Occupata

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