Contro il revisionismo e la pacificazione nazionale!

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ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Martedì 7 febbraio una nota emittente radiofonica che conduce un programma di storia si è occupata della vicenda di Porzus, una località montana in provincia di Udine, avvenuta tra il 7 e il 14 febbraio 1945 quando un gruppo di partigiani dei Gap diretti da Mario Toffanin, il comandante Giacca, giustiziò alcuni militanti della Brigata Osoppo.
Quest’ultima fu un’organizzazione infiltrata nelle file partigiane e composta da collaborazionisti e riciclati fascisti, repubblichini e reazionari di ogni tipo, sostenuta dagli inglesi e dalla chiesa cattolica, per contrastare la direzione comunista italo-jugoslava della Resistenza in Friuli.

La trasmissione radio ha offerto una tiritera di fango e luoghi comuni contro il movimento partigiano comunista italiano e jugoslavo, condita con varie litanie cattura audience come “l’odio comunista, la strage rossa, le teste calde dei gappisti”, fino ad accusare quest’ultimi di aver tradito la patria per essersi uniti ai partigiani sloveni.

Ciò che però il conduttore radio si è guardato bene dal ricordare sono alcuni “particolari” non di poco conto… infatti poco prima dei fatti di Porzus alcuni appartenenti alla Osoppo giustiziarono vari gappisti e fecero catturare ai tedeschi altri partigiani garibaldini.

Il comando della Osoppo protesse inoltre  Elsa Turchetti, una spia dei nazisti responsabile della morte di 120 persone su cui pendeva la condanna a morte emessa dal CLN Alta Italia, mentre la medesima Brigata trattò direttamente con la X Mas e, finita la guerra, divenne la base su cui gli Usa costruirono la Gladio, la struttura paramilitare in Italia creata dalla Nato in funzione anticomunista.

Infangando la Resistenza internazionalista italo-jugoslava si tace sul sacrificio di centinaia e centinaia di partigiani slavi che combatterono in Italia e viceversa.
Questo non lo diciamo solo noi, ma anche le decine di monumenti a loro dedicati sparsi in tutta Italia, dal Centro Italia alla Puglia, a dimostrazione del loro eroismo.

Come dissero i partigiani sloveni nel ’45: “la causa dell’Italia è la causa di tutti i popoli oppressi e la liberazione dell’una non si ottiene che con la liberazione di tutti”. Altro che “svendita” del Friuli alla Jugoslavia!

I fatti di Porzus esprimono tuttora la contraddizione tra il campo borghese e quello proletario nella Resistenza. Gli osovani combattevano per restaurare lo stesso ordine sociale capitalista che aveva creato, finanziato e sostenuto il nazifascismo. I comunisti lottavano affinchè l’abbattimento del fascismo coincidesse con l’emancipazione del proletariato da tale ordine per una società basata sull’uguaglianza.

La mistificazione e la denigrazione della Resistenza, assieme agli appelli alla pacificazione nazionale e alla memoria condivisa come le “Celebrazioni della Giornata del Ricordo” o la recente stretta di mano tra il partigiano Teppa e la figlia del podestà di Schio durante il Fascismo, hanno molteplici obiettivi: da un lato disarmare ideologicamente i giovani e le masse popolari dal punto di vista storico, politico e culturale, cancellando dei punti di riferimento per affrontare l’attuale fase di crisi e guerra, dall’altro lato legittimare i neofascisti e oggi il loro operato reazionario di odio contro gli immigrati.
Se la borghesia non intende tornare indietro dal fascismo, noi non dobbiamo abbandonare gli insegnamenti della Resistenza.

RIFIUTA L’INTOSSICAZIONE DEI MEDIA!
LA RESISTENZA PARTIGIANA E LA MEMORIA DI GIACCA NON SI TOCCANO!

Marzolo Occupata
Centro di documentazione Comandante Giacca

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comandantegiacca@libero.it
Padova 10 febbraio 2017

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