Rivolta di Piazza Statuto, 1962

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Memoria di Classe
7 Luglio 1962, Torino

Il 5 Luglio la Uil ritira l’adesione allo sciopero proclamato con Fiom e Fim qualche giorno prima, relativo al contratto interno alla Fiat, e sigla un accordo separato con la direzione di fabbrica. Il 7 luglio gli operai scioperano e picchettano diversi stabilimenti del capoluogo piemontese; la sede della Uil viene assediata da migliaia di lavoratori. Malgrado le manovre di pompieraggio di Cgil e Cisl, gli operai tengono duro e si scontrano, dal 7 al 9 luglio, con un esercito di sbirri. Il Pci e la sinistra riformista parlano di teppismo e degenerazioni, addirittura di provocazioni fasciste. In realtà la rivolta di Piazza Statuto segnerà un punto di svolta per la classe operaia in Italia; da quel momento essa vive un ciclo di lotte che culminerà nel 68-69 e proseguirà per tutti gli anni Settanta.

“[…] non c’è dubbio […] che nonostante l’infierire della reazione, anche il proletariato si organizza in classe distinta, rafforza senza posa le sue organizzazioni sindacali, locali, provinciali e centrale e senza posa si sforza di unire contro i capitalisti i suoi innumerevoli fratelli. […] Marx diceva che ogni lotta di classe è una lotta politica. Ciò significa che se oggi i proletari e i capitalisti conducono fra loro una lotta economica, domani saranno costretti a condurre anche la lotta politica e a difendere così su due fronti di lotta i loro interessi di classe.”

Stalin, La lotta di classe, 1906

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