Sciopero generale 27 ottobre Vicenza

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BASTA SACRIFICI PER I PROLETARI!

LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI!

Gli scioperi generali del 27 ottobre e del 10 novembre esprimono il bisogno da parte dei lavoratori dell’unità di classe e di un’opposizione forte e radicale alle politiche di padroni e governo.

Queste mobilitazioni sono il prodotto della spinta della parte più avanzata della classe lavoratrice del nostro paese. Dai ferrovieri ai dipendenti di Alitalia e del trasporto pubblico locale, dai lavoratori della logistica agli operai dell’ILVA, dell’Electrolux e di tutte quelle aziende dove i padroni cercano di racimolare profitti attaccando diritti e conquiste, la parola d’ordine sciopero generale non è rinviabile.

Il governo continua a raccontare la favola che la fine della crisi sia vicina, ma la realtà smentisce lor signori quotidianamente. Il tasso di disoccupazione è in crescita costante e i piccoli aumenti degli occupati riguardano lavori precari e a termine. Per i giovani l’orizzonte è quello di lavorare sempre peggio e con salari più bassi dei propri padri mentre il costo della vita è sempre più alto.

Confindustria, con l’appoggio di tutte le forze politiche di destra e sinistra, vuole eliminare progressivamente la contrattazione collettiva, il diritto di sciopero e trasformare parti sempre più consistenti del salario in welfare aziendale così da ampliare i propri margini di profitto.

Il governo dal canto suo, punta a devolvere quanta più spesa pubblica possibile in favore delle aziende con gli sgravi sulle nuove assunzioni, sui premi aziendali e con gli ammortamenti del 140% e 250% sull’acquisto di macchinari 4.0. Inoltre, continua il finanziamento alle guerre di aggressione e alla spesa militare ormai arrivato alla cifra di 64 milioni di euro al giorno. La guerra sempre più dispiegata rappresenta l’ovvia tendenza del sistema capitalista in crisi, nel quale, i vari attori economici vedendo i propri profitti diminuire, possono sopravvivere solo attaccando e conquistando quelli degli altri invadendo territori e prendendo il controllo di nuovi mercati.

Se da un lato i popoli e le nazioni pagano all’estero il costo della guerra, noi lo paghiamo a casa nostra con i tagli a sanità, scuola e servizi sociali ai quali i proletari non possono più accedere, vedi i 12 milioni che rinunciano alle cure sanitarie per motivi economici.

Per questi motivi dobbiamo organizzarci e costruire rapporti di forza che si oppongano ai progetti di padroni e governo. Partire dalle lotte in corso, dai singoli posti di lavoro per sprigionare il protagonismo di classe che padroni e governo vogliono reprimere e soffocare attaccando il diritto di sciopero, legiferando sulla rappresentanza ed eliminando quelle tutele, come l’art. 18, che gli danno mano libera. Solo con l’unità dei lavoratori e della classe operaia che superi i sindacati di appartenenza e che si ponga l’obiettivo di combattere le condizioni di miseria a cui il capitalismo vuole portare i lavoratori e le masse popolari, sarà possibile sconfiggere i progetti padronali ed affossare questo marcio sistema di sfruttamento.

CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA, LOTTA DI CLASSE!

IL DIRITTO DI SCIOPERO SI DIFENDE SCIOPERANDO!

Collettivo lavoratori comunisti Zeno Sorgato

coll.zenosorgato@gmail.com

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