Statuto dei Lavoratori, 1970

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Memoria di Classe
20 maggio 1970, Italia

Viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale la legge contenete le “Norme sulla tutela e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”.

La legge meglio nota come Statuto dei Lavoratori rappresenta il prodotto del ciclo di straordinarie lotte operaie del 1969. I rapporti di forza messi in campo dalla classe operaia spinsero l’allora governo di << centro sinistra organico >> della DC con il sostegno del Psi a tentare di pacificare gli animi con una legge che raccoglieva i principi costituzionali nel quadro della normativa sul lavoro. Fino ad allora rimasti solo sulla carta.

Guardando all’oggi vediamo come la borghesia forte dei nuovi rapporti di forza raggiunti, che vedono la classe operaia in forte difficoltà, cerca di cancellare lo Statuto dei Lavoratori, eliminando quelle norme come l’articolo 18 o il continuo attacco al diritto di sciopero e all’organizzazione sindacale necessari per imporre senza opposizione le ristrutturazioni aziendali, gli attacchi ai salari, l’aumento della produttività, ecc.
Esemplare quindi è notare come all’epoca della sua approvazione, la classe operaia vedesse lo Statuto come uno strumento di recupero delle lotte e comunque parziale rispetto alle proprie rivendicazioni mentre nella fase attuale la difesa di quella stessa normativa è parte della resistenza operaia contro i diktat della borghesia.

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