LUGLIO – donne in lotta

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LUGLIO – donne in lotta

Dal calendario 2020 del Collettivo Tazebao

★ NON C’È EMANCIPAZIONE DELLA DONNA SENZA RIVOLUZIONE- NON C’È RIVOLUZIONE SENZA EMANCIPAZIONE DELLA DONNA ★

7 luglio 1944
Rivolta delle donne carraresi contro gli invasori nazisti

Il 7 luglio 1944, tra le strade di Carrara, il comando nazista occupante ordina lo sfollamento della popolazione dalla città per avere piena libertà di manovra in un contesto urbano deserto e per indebolire il movimento partigiano. Le donne di Carrara organizzano una straordinaria protesta in cui si diffonde una parola d’ordine che sfugge al controllo dei fascisti locali: “Non abbandonare la città”. Il 9 luglio è il giorno previsto per lo sfollamento e le donne preparano cartelli con scritte “Noi non vogliamo sfollare” o “Non ci muoviamo dalla città”. La mattina dell’11 luglio in molte si ritrovano in Piazza delle Erbe al mercato ortofrutticolo, rovesciando le ceste di cibo: un atto pubblico di protesta che rappresenta un attacco al ruolo e all’immagine della donna come angelo del focolare. Le donne si muovono in corteo e si dirigono al comando tedesco di via Garibaldi (oggi via 7 luglio) dove urlano, cantano e, senza disperdersi, si scagliano verso i soldati nemici che puntano le armi contro di loro. Alcune donne vengono arrestate e condotte in caserma, ma non si fanno zittire. L’ordine di evacuazione viene infine sospeso.
Questo è uno dei momenti di maggior protagonismo delle donne carraresi alla lotta partigiana: se i nazisti fossero riusciti nell’intento di evacuare la città, i rifornimenti alle formazioni partigiane combattenti sarebbero cessati e l’intera resistenza apuana sarebbe stata fortemente compromessa, se non annientata.
Oggi il concetto di “Non abbandonare la città” continua a vivere nella quotidianità di tutte le donne che lottano in difesa dei diritti alla casa per tutti e agli spazi sociali, contro la svendita del patrimonio residenziale pubblico e le speculazioni edilizie che divorano le città.

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