MAGGIO – donne in lotta

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MAGGIO – donne in lotta

Dal calendario 2020 del Collettivo Tazebao

★ NON C’È EMANCIPAZIONE DELLA DONNA SENZA RIVOLUZIONE- NON C’È RIVOLUZIONE SENZA EMANCIPAZIONE DELLA DONNA ★

Le lavoratrici SiCobas bloccano Italpizza.

Maggio 2019, Modena: Le lavoratrici e i lavoratori SiCobas lanciano una campagna di boicottaggio a livello nazionale dei prodotti di Italpizza, dove da mesi è in corso una tenace mobilitazione contro l’azienda. Questo passaggio è la dimostrazione che i lavoratori e le lavoratrici di questa fabbrica sono pienamente consapevoli della distinzione di classe tra loro e il padrone: non è vero che operai e capitalisti hanno un unico interesse al profitto; più sfruttamento per gli operai significa più profitto per i padroni ed è proprio quest’ultimo il punto vitale dove i padroni vanno colpiti.
A fronte di turni massacranti, contratti fittizi per un lavoro sottopagato, ricatti, minacce, punizioni sul lavoro e ritorsioni squadriste contro chi aveva scioperato, le lavoratrici di Italpizza si organizzano e bloccano la fabbrica, scioperando e picchettandone i cancelli. Queste donne, perlopiù immigrate, presto seguite dai loro colleghi, sfidano per giorni e notti la brutale repressione che le istituzioni mettono in campo per difendere i padroni: le ”leonesse” di Italpizza (così vengono soprannominate) fronteggiano quotidianamente cariche della polizia, piogge di lacrimogeni e pesanti denunce per blocco del traffico. Denunce aggravate ancor più dal recente Decreto Sicurezza di Salvini, che dimostra fin da subito infatti il suo scopo reazionario, per reprimere innanzitutto le lotte dei lavoratori colpiti dalla crisi. Alcune compagne e compagni del SiCobas, soprattutto immigrate, vengono subissate con decine e decine di denunce sulle spalle, e ciò significa per molte di loro anche gravi conseguenze riguardo i permessi di soggiorno.
Prontamente isolate dalla dirigenza di CGIL e degli altri sindacati confederati, le lavoratrici SiCobas non arretrano di un passo e continuano la loro lotta per oltre due mesi, tanto che Italpizza si vede costretta a riconoscerne in parte le rivendicazioni contrattuali. Ma le lavoratrici e i lavoratori non si fermano qui: andranno avanti fino a che tutte e tutti non avranno contratti e salari dignitosi, fino a che non cesseranno ricatti, minacce e maltrattamenti, consapevoli del fatto che soltanto la lotta paga e solo con l’unità si può vincere.

”Toccano uno, Toccano tutti!” riecheggia in ogni picchetto, presidio e corteo.

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